mercoledì 8 ottobre 2008

Garntiamo per i nostri soldi

Ora io premetto, ma credo anche che sia evidente, non capisco un cazzo in generale (e sto bene io) e non capisco un cazzo di economia e finanza. Ma una cosa la capisco, fortunatamente, ovvero quando qualcuno sta puntando il mio buco del culo per infilarci una nerchia di proporzioni esagerate con effetti che difficilemente possono essere positivi.
C'è da dire che questa crisi finanziaria mondiale, di cui anche il post prima, non metterà a dura prova l'elasticità muscolare solo del mio sfintere, ma è logico immaginare che coinvolgerà, solo in Italia, gl'ani di milioni di persone.
Un piccolo esempio: noi, lo dicevo già nel post prima, siamo i garanti di tutto, da questa sera anche di noi stessi, difatti con un bel decreto legge questa sera la Repubblica Italiana si farà garante dei nostri conti correnti nel caso che le banche vadano in fumo. Può sembrare una cosa meravigliosa (come ci scrivono i signori della carta igenica stampata vedi il sole 24 ore, il corriere, il messaggero e la repubblica con un bel video con un santone dell'analisi economica) ma in realtà vi sono dei lati parecchio oscuri e soprattutto una realtà incontrastabile: l'Italia siamo noi, noi gente comune che paga le tasse, ed i soldi che ci garantiranno derivano ancora da noi stessi tramite le tasse (che no vogliamo pagare e per questo votiamo allegramente il Berlusca) finendo in un circolo vizioso/vicolo cieco che pian piano si trasformerà nella nerchia di cui prima che si infilerà etc etc.
In pratica ce li anticipano, non sappiamo bene come, per poi riprenderceli piano piano. E tutto questo lo fanno sembrare una cosa bellissima, che ci salverà la vita.
Ci dicono anche che tutti i paesi europei fanno la stessa cosa, bene, può anche darsi (voglio però capire in quali termini), ma io so che chi dovrà pagare per le sue malefatte in quei paesi pagherà, mentre da noi probabilmente chi dovrà pagare diventerà amministratore di una grande azienda, presidente di una banca o ministro di un governo.
Insomma la solfa non cambia, qui come al solito fanno i froci con il culo degl'altri, che è il nostro.

martedì 7 ottobre 2008

Effetto Lehman: paghiamo noi, come al solito.

Come al solito anche oggi sono riuscito ad incazzarmi. La giornata non è delle migliori, meteorolgicamente parlando, ma a parte quello tutto oggi era filato liscio, lavoro, casa, etc etc. Insomma non c'è nulla che mi faccia dire:"Dio come mi girano le palle". Almeno fino a due minuti fa quando ho letto questo articolo. dove si parla della canceliera "di ferro" Angela Merkel che ha messo a disposizione il conto in banca dei tedeschi per sanare i conti in rosso dei finanzieri, smentendosi tra l'altro nel giro di poche ore, alla maniera di qualcuno che conosco bene. E fin qui, non me ne può fregar de meno, Angelina culo grosso può usare tranquillamente i soldi dei suoi contribuenti per evitare di far finire sul lastrico i papponi teutonici del risparmio gestito ed il loro stuolo di sanguisughe, topi di fogna e iene della finanza creativa, profittatori senza arte ne parte parassiti dell'economia reale. Se non fosse che tra le righe dell'articolo si lascia trapelare che anche l'Italia, per ora solo a voce scrive lo pseudogiornalista (quindi vuol dire che è ufficiale), coprirà i conti in rosso dei finanzieri. Con i nostri soldi, ovviamente. Perché a volte ce lo dimentichiamo e ci lasciamo sopraffare dal menefreghismo e da quel vizio deleterio della delega incondizionata, ma l'Italia siamo noi. In pratica garantiamo, come si legge nell'articolo, un "assegno in bianco" a garanzia della perdite delle banche, per altro per errori loro e non nostri.
E qui mi fermo. Bestemmio, perché ci vuole, e penso: ma chi ha mai garantito per i risparmiatori quando questi si trovavano in difficoltà e, magari, non riuscivano a pagare la rata di un mutuo che serviva a loro, non per vivere da nababbi come i signori di cui sopra, ma semplicemente per sopravvivere decentemente? Nessuno.
Cioè, noi stessi, che siamo l'Italia garantiamo per i bancarottieri ma non garantiamo per la povera gente, noi stessi, che siamo l'Italia, garantiamo ai ricchi e neghiamo ai poveri. E le banche, che oramai, è assodato, sono associazioni a delinquere legalizzate, ringraziano. Fino a ieri se ne sono altamente infischiate ed hanno pignorarato beni alla povera gente perché non era riuscita a mantenere una promessa sio in fondo, senza possibilità di trattativa, senza la possibilità di dare spiegazioni, ed ora pretendono che gli si salvi il culo.

"INCULATEVI!" sarebbe l'unica risposta giusta. Fallite. Vendete le vostre Ville, le vostre auto di lusso, i vostri SUV di merda, le vostre piscine, i vostri appartamenti in centro, il vostro abbonamento in tribuna ed alla beauty farm, al golf club ed alla palestra, il vostro appartamento al mare, la barca, l'orologio della breil, le scarpe di prada, il vestito di d&g, lo smartphone ultima generazione, sono finiti gli aperitivi al lounge bar, le cene al ristorante in centro, il tavolo prenotato in disco con la bottiglia ed anche le piste di coca al cesso. Avete chiuso. Ora vi trovate un lavoro serio, all'interno dell'economia reale e smettete di vivere alle spalle degl'altri. Prendete un appartamento in affitto, comprate un utilitaria a rate, indossate jeans e maglione, compilate tanti bei curricula ed incominciate a fare la fila nelle agenzie di lavoro interinale. La sera, quando va bene, un paio di campari al bar, pizza con gli amici, magari cinema o anche disco ma facendo la fila ed evitando di prendere troppo da bere perché in disco costa tutto "una barca".

Invece no, invece gli manteniamo tutto. Dio come mi girano le palle.

lunedì 29 settembre 2008

Il povero Brunetta

Oddio oddio che putiferio, quante chiacchere per una vignetta. Che c'è non v'è piaciuta? Preferivate quelle sull'Islam, quelle che indossa Calderoli in piazza e per andare a letto? Libero parla di messaggio, che puzza di mafioso e di metodi anni settanta, è già a Feltri non piaciono i messaggi preferisce i fatti quelli che impediscono di avere un mercato del lavoro serio dove non si muoia come mosche per un tozzo di pane. Il giornale di Berlusconi "Il giornale" cita una dichiarazione di Gasparri "...non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta..." la cui credibilità sta tutta nelle sue dichiarazioni di ieri sera viste al TG2 dove diceva che il governo Berlusconi non racconta balle vedi l'Ici che non c'è più, vedi i rifiuti di Napoli, vedi Alitalia. Anche la finta testa imparziale denominata Corriere della sera si profonde in una serie smisurata di dichiarazioni contro la vignetta fino al patetismo quando sottolinea, tramite una dichiarazione, che il povero Brunetta vive sottoscorta da anni, ebbene al signor Brunetta bisognerebbe dire ciò che il suo lacchè Fede ha detto a Saviano:"Renà sarà anche sotto scorta però prende dei bei soldini!". Repubblica senza troppa convinzione mette almeno le dichiarazioni di Staino ma non si sogna minimamente di approfondire i temi della vignetta stessa.

Insomma sono tutti preoccupatissimi che il povero Brunetta faccia vermente (ma quando mai) una brutta fine e nessuno gliene frega nulla dei temi del precariato. Mi par poi di ricordare ancora quando Padoa Schioppa disse la cagata massima dando dei "bamboccioni" a coloro che vivevano ancora in casa coi genitori, non dimentico che tutti se la presero male ed i politicanti di destra tutti grufolarono a gran voce (ed a ragione per carità) e quelli di sinistra si ammutolirono. Ora Brunetta, il povero Brunetta, passa come la vittima.

Se fossi nel direttore dell'Unità incomincerei ad imparare da Berlusconi, dichiareri semplicemente:"non è mai stata pubblicata nessuna vignetta contro Brunetta, anzi non è mai stata pubblicata nessuna vignetta con disegnato un ragazzo con in mano una pistola che parla di Brunetta e ne approfitto per chiedervi di smetterla di attribuire certi articoli, certe vignette, certe rubriche etc etc al mio giornale."

sabato 27 settembre 2008

Google compie 10 anni... ma cos'è?

Google compie 10 anni... ma cos'è diventato veramente?
Partiamo col dire più di dieci anni fa due tizzi, uno si chiama Larry Page ed aveva 24 anni, l'altro Sergey Brin e di anni ne aveva 23, si incontrano. Sono, con tutta probabilità due meganerds, due secchioni che si arrovellano il cervello su teorie che parlano di motori di ricerca basati sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web. Uno che a 23/24 anni pensa alle teoria invece che a trombare come un riccio, bere com un dannato e drogarsi controvoglia può sembrare uno scemo, ma loro no, loro sono lo spermatozoo che inserito nelle ovaie di internet è diventato il mostro tentacolare e onnivoro che è oggi Google, entrato a far parte della nostra vita, inseritosi come un polipo all'interno del nostro corpo succhiandone la linfa interna senza prosciugarlo.
Pensateci, pensate a quante volte aprite internet durante il giorno, al lavoro, a casa, ora ce lo ficcano anche sul cellulare (per la nostra gioia, diciamoci la verità) così non ci potremo far mancare il gusto di una navigata intanto che aspettiamo il tram, mentre prendiamo un caffè oppure siamo seduti su una panchina al parco.
Pensate a quante volte aprite internet e quante volte aprite google. Non è forse , o non è stata almeno per un piccolo periodo di tempo, la vostra pagina iniziale? Avete pensato? Bene, ora moltiplicate per i milioni di persone che si collegano ad internet, se riuscite a fare il calcolo riuscite anche minimamente ad immaginare quanto vale quel rettangolo di pochi centimetri quadri con sotto le parole "Cerca con google" e "Mi sento fortunato"?
Io lo ammetto non ci riesco, ma al di là del valore meramente economico, quello che forse potrebbe spaventare di più è quanto vale Google, all'interno della nostra vita. Immagino che molti di primo acchito dicano subito, nulla.... un bel par di palle, come dicono a Parigi! Con google cerchiamo e cerchiamo informazioni, cerchiamo ciò che ci interessa, ci incuriosisce, ci serve per il lavoro. Ci controlliamo un cliente, cerchiamo il sito di un gruppo musicale e chi vende i biglietti per il concerto, cerchiamo le indicazioni stradali per andare in discoteca e il giorno dopo cerchiamo il sito della discoteca per vedere se hanno fatto delle foto e le hanno pubblicate, cerchiamo notizie, cerchiamo video, cerchiamo biografie, cerchiamo notizie storiche, cerchiamo numeri di telefono ed indirizzi, cerchiamo scritte, cerchiamo cerchiamo cerchiamo senza smettere. Ed intanto Google si trasforma, si allarga (lo sapete, ad esempio, che col famoso rettangolo di cui sopra ci si possono effettuare calcoli matematici e costanti oppure convertire valute?)occupa quanto più spazio possibile, offre mille possibilità (ivi compresa quella di fornire spazio e strumenti per questo blog!!!), si autoalimenta spingendo i suoi visitatori a generare contenuti che poi altri cercheranno in un vortice che sembra non avere mai fine.
Chi guida Google, guida il mondo e non solo perché nel 2006 ha fatturato 10640 miliardi di dollari con un utile netto di 3077 miliardi dollari che ci si potrebbe sfamare tre afriche con tutti sti soldi, ma ha la capacità e la possibilità di influenzare i pensieri, i gusti, le mode in parole povere le scelte (importantissime nel nostro tempo) delle persone di tutto il mondo. E chi non ci dice che google non sarà il nostro mondo futuro?
Google, citando Jim Morrison, è "il nulla capace di tutto". Forse. Chissà se se l'erano immaginata così questa storia Sergey e Larry....

giovedì 18 settembre 2008

Lettera a Benedetto XVI

Da quando la Chiesa Cattolica ha preso una forte e radicale posizione sulla Omosessualità e sulla legalizzazione della stessa all'interno della società civile, in barba all'eterosessualità ed alla risultanza della stessa, la famiglia, mi è presa una voglia irrefrenabile di confrontarmi con gli apostoli moderni della Romana Chiesa Cattolica.
Papa Ratzinger, in arte Benedetto XVI, da sempre difende fortemente, infatti, i valori della religione cattolica richiamando spesso le scritture e per questo specifico argomento ha richiamato il passo biblico del Levitico ai versetti 18:22 in cui, senza mezzi termini, si definisce l'omosessualità come "un abominio che non può essere tollerato". Ho sperato fortemente che il santo padre passasse dalle mie parti per potermi confrontare con lui, un giorno o l'altro, ma al momento pare non sia previsto ed ultimamente ha preferito andare al mare in Sardegna dove gli hanno giustamente offerto un sacco di soldi e ci hanno costruito pure un bel sito www.ilpapainsardegna.it, grandioso, chissà chi l'ha pagato.

Cos' mi son risolto, al momento, a cercar notizie in quel ricettacolo di impurità e senzaDio che è internet, sperando di poter comunque trovare documenti ed informazioni inerenti alla questione, ed ho trovato casualmente una lettere aperta al Santo Padre che mi spinge a riflettere oltre il problema della omosessualità, portando sul piatto della discussione argomenti che, a mio modesto parere, andrebbero affrontati dalla Chiesa di Roma con altrettanta solerzia, e la propongo ai lettori di questo scritto.

"Caro Benedetto XVI, le scrivo sull'onda delle dichiarazione sue e dei sui Cardinali e Vescovi in merito al problema dell'omosessualità. Durante i Vostri eccelsi discorsi avete spesso citato le scritture ed in particolare il Levitico 18:22 in cui si definisce l'omosessualità un abominio.
Vi ringrazio infinitamente per le Vostre parole, grazie alle quali, quando qualcuno cerca di difendere tale innaturale pratica, non faccio nient'altro che citare il passo e punto, chiudo la faccenda.

Avrei però bisogno di chiarire alcuni passi biblici che mi restano oscuri, per regolare al meglio i miei rapporti con le persone che vivono con me la vita terrena e chi meglio di lei, esegeta delle scritture, può rispondere correttamente alle mie umili e sciocche domande, spero possa farlo prima che il signore ci chiami a lui.

Ecco le mie domande:

1) vorrei vendere mia figlia come schiava (Esodo 21:7) saprebbe indicarmi un prezzo di vendita equo, per me e per il compratore?

2) quando sull'altare sacrificale accendo il fuoco e ci ardo il toro, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il signore (Levitico 1:9) ma i miei vicini, i blasfemi, si lamentano di continuo, hanno anche chiamato i vigili urbani una volta ed altre volte mi hanno fatto dei gavettoni d'acqua, devo forse percuoterli?

3) so che posso avere dei contatti con una donna ma solo quando non ha le mestruazioni (Levitico 15: 19-24), il problema è come fare a chiederglielo, le non lo può sapere ma se la prendono parecchio male, mi dia un consiglio saggio?

4) il Levitico ai versi 25:44 afferma che posso possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che siano acquistati in nazioni straniere, un mio amico dice che per quanto riguarda i filippini va bene, per i francesi no. Lei saprebbe chiarire? perché non posso avere schiavi francesi?

5) un mio vicino insiste a lavorare di sabato, ciò è chiaramente vietato nel Levitico. Devo metterlo a morte? Devo farlo personalmente e nel nome del signore?

6) Sempre nel Levitico 11:10 si dichiara che è un abominio mangiare i crostacei, è quindi opportuno bruciare i ristoranti con menù di pesce? e le pizzerie?

7) Molti miei amici usano rasarsi i capelli, anche vicino alle tempie, ciò è vietato (Levitico 19:27) come debbono essere puniti?

8) Sempre il Levitico ai versi 21:20 si afferma che non ci si può avvicinare all'altare di Dio se si hanno difetti di vista. Un mio amico porta gli occhiali, va bene lo stesso o bisogna proprio avere dieci decimi?

9) Mio zio possiede una fattoria. E' andato contro il Levitico 19:19 poiché ha coltivato due ortaggi diversi nello stesso campo; anche mia zia ha violato lo stesso passo indossando un capo composto da due tessuti diversi (cotone e acrilico); in più, resti tra di noi, mio zio bestemmia a tutto spiano, prima di bruciarli, come simpaticamente mi suggerisce il Levitico ai versi 20:14, debbo lanciare un anatema di fronte alla famiglia e disconoscerli come parenti, o vado di sgrosso come han sempre fatto tutti?

Ringraziando il suo gran cuore, la sua pazienza e la sua benevolenza, attendo con devozione una sua illuminata risposta, se non arrivaerà significa che non ne sono degno.

Un devoto"


E' sicuramente uno scritto che induce alla riflessione, a me ad esempio sono nate altre domande quali: se per la Chiesa la pillola del giorno dopo è già un aborto, la sega è omicidio premeditato? Ma soprattutto il pompino è cannibalismo? E quindi dovremmo considerare il coito interrotto abbandono di minori?

Non potendo, al momento, rivolgermi al Santo Padre le porgo a te, lettore, nella speranza che qualcuno possa aiutarmi.

mercoledì 17 settembre 2008

Antologia Emiliofediana

Io adoro Emilio fede, il suo servilismo acuto, la sua ridondante prosopopea, le sue prediche per vuoti a perdere.
Mi piace anche molto il fatto che, senza che nessuno possa dire alcunché, ogni giorno lui ci costi quasi 350 000 eurini, un senatore 500 euro, un povero deputato solo 492.

E così mi sembra giusto ricordare che cosa fa e dice Fede, ecco una summa, una sorta di antologia video:

alla carica contro quel brutto profittatore di Saviano


bordate contro quei comunisti che manifestano contro la TAV


in duetto con Paolini, il presenzialista


testimonianza d'amore, fedeltà alla patria e passione sportiva


infine eccolo parlare della sua passione: Silvio Berlusconi


e Berlusconi parla con lui ed è estasi


In fondo non lo paghiamo mica per nulla, un pò ci fa ridere... un pò ci fa piangere. Gli Italiani lo sanno e per questo lo lasciano dov'è. Bravi.