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venerdì 13 novembre 2009

Chi inventò il World Wide Web rifiutò i profitti

E' storia risaputa che il World Wide Web ovvero uno dei servizi più utilizzati, insieme alla posta elettronica, di internet è nato il 6 agosto 1991, giorno in cui l'informatico inglese Tim Berners-Lee, in servizio permanente effettivo presso il Cern (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) di Ginevra, il più importante laboratorio di fisica europeo, lanciò definitvamente il servizio di interscambio dati tra due server tramite una telefonata. L'idea era nata qualche anno prima pubblicò il primo sito web dando così vita al fenomeno della tripla W. L'idea era nata un paio d'anni prima nel Marzo del 1989 quando lo stesso Tim presentò un progetto per l'interscambio di informazioni, veloce e pratico, tra scienziati. Il progetto fu valutato interessante e poi successe quello che ben sappiamo.

Ma non tutti però sanno che il Cern, il 30 aprile 1993, ha deciso di mettere il WWW a disposizione del pubblico rinunciando ad ogni diritto d'autore.

Forse adesso coloro che lavorano presso il Cern staranno pensando di quali profitti si sono privati, staranno pensando ai soldi che fanno i magnati del porno, le società di telecomunicazioni, i vari google, micorsoft, yahoo, facebook, ebay. Fiumi di denaro si sono riversati su tutti tranne che su loro, nemmeno una targa o un nome su una via.

Oppure staranno pensando che, grazie alla loro scelta, hanno impresso la più grande accelerazione al processo evolutivo dell'uomo. Sono passati poco meno di vent'anni dalla prima pagina scritta sul world wide web ed ora questo strumento, nel bene e nel male, è parte integrante della nostra vita. Lo usiamo al lavoro, nel tempo libero, per cercare informazioni, per prenotarci la vacanza, per comunicare con gl'amici, per ridere, per eccitarsi o svagarsi, per trovare. Ed anche se il 90% del mondo internet è perfettamente inutile ai fini evolutivi, quel 10% basta ed avanza per cambiare il mondo sotto i nostri occhi. Solo dieci anni fa se un mio amico fosse andato a vivere in Brasile l'avrei perso di vista per sempre o ci sarebbe rimasta la corrispondenza epistolare. Ora con lui mi scrivo, mi parlo, ci scambiamo foto, impressioni, opinioni, sia che sia in ufficio, a casa o chissà dove. La ragnatela del WWW è ormai dovunque ed il suo sviluppo così rapido, ed il contestuale sviluppo del mondo, lo dobbiamo solo alle persone che hanno anteposto gli ideali ai guadagni.
Gente talmente rara ma per fortuna esistente, se no chissà dove andremmo a finire.
La prima pagine del World Wide Web

Fonti: wikipedia.it

martedì 4 agosto 2009

Sovrappopolazione

C'è un uomo che ambisce a divenire uno dei più grandi sterminatori della storia, anzi, il più grande di tutti i tempi: si chiama Eric R. Pianka e di professione fa lo zoologo evoluzionista all’università di Austin in Texas.
Egli, in una relazione che ha tenuto alla Texas Academy of Science, nel sostenere che la crescita della popolazione mondiale sta "rovinando il pianeta" specificando doverosamente che "oltretutto, i carburanti fossili sono alla fine", ha sancito che la popolazione va ridotta al 10% di quella attuale (quindi il 90% va eliminato), pena danni terribili ed irreparabili tipo, immagino, non poter andare più in macchina oppure non poter più accendere il condizionatore a Luglio.
Bene, tenendo conto che al primo gennaio 2009 la popolazione mondiale ha raggiunto i 6.750.819.383 abitanti, il 90% è molto semplice da calcolare ed è qualcosa di più di 6 miliardi di eprsone da sterminare. Ciò lancerebbe il simpatico Pianka in testa alla classifica degli olocausti, o per lo meno in quella di coloro che l'hanno teorizzato, sbaragliando tutti compresi Mao, Stalin e Hitler che al suo confronto sono delle femminucce.
Quell'allegro gogliardone di Pianka non è uno sprovveduto, sa bene che certi risultati non si ottengono con una semplice spiegazione degli effetti benefici che si ottengo eliminando nove decimi delle persone intorno a noi, cosa tra l'altro molti approverebbero senza fare tante storie (chi non ha un vicino di casa, un collega di lavoro, un parente, un conoscente che vorrebbe eliminare dalla faccia della terra per sempre?), ma serve un metodo scientifico serio ed affidabile. Ma non solo: sa anche che fame e guerra hanno già provato nell'intento di, ma con scarsi risultati. Sulle guerre, infatti, tutti sanno tutto, compreso il fatto che la popolazione mondiale è ancora qui ed è in crescita per di più. Sulla fame indotta, invece, si sa di meno, anche se i risultati sono eguali, esempio: nell'aprile del 1974, venne pubblicato, con la firma di Henry Kissinger, il “National Security Study Memorandum 200”, richiesto dal presidente americano Nixon nel 1970, che venne indirizzato al presidente americano successivo Gerald Ford, ai Ministeri della Difesa, dell'Agricoltura, al Direttore della CIA e agli amministratori della AID (Agency for International Development). Il "Memorandum" è "uno studio sull'impatto della crescita della popolazione mondiale sugli interessi strategici esteri americani e mette a fuoco le implicazioni politiche ed economiche internazionali della crescita della popolazione, più che (i relativi) aspetti ecologici, sociologici o di altra natura". Questo documento, che apertamente riconosce la relazione esistente tra la potenza politico-economico-militare di una nazione e il suo incremento demografico, propone, badando al pratico, lo spopolamento di intere nazioni come unica soluzione in grado di mantenere i privilegi americani nel commercio di materiali strategici per il settore industriale e per conservare la supremazia militare americana. Lo spopolamento doveva avvenire tramite la gestione dell'approvigionamento al cibo che doveva essere sempre più scarso. Dal 70 ad oggi si può dire che non si sono ancora visti risultati notevoli, in termini di depopolamento, ma nonostante ciò la politica viene ancora applicata (si guardino dove risiedono le borse dei mercati che trattano generi alimentari di prima necessità ed i prezzi che impongo a produttori e consumatori) si immagina per altri scopi.
Ma torniamo al buon vecchio Pianka perchè lui la soluzione pare avercela: per sterminare il numero giusto di persone ci vuole una bella Pandemia.
Eh sì cari miei, la malattia virale è un metodo efficace e democratico: non necessità di grandi investimenti, si trasmette col passaparola, non ha preferenze di sesso, razza o religione. L'unico scoglio è scegliere quella giusta e quel diavolo di un Pianka ha pensato anche a quello.
L’influenza aviaria? Magari scoppiasse, ma ancora non basterebbe. L’Aids? Decisamente troppo lento.
La soluzione è: l'Ebola! E' straordinariamente letale e uccide in giorni, non in anni, e Pianka nel lodarla ha aggiunto: "Si diffonde per via aerea e ammazza il 90 % degli infettati. Pensateci".
Ha solo un piccolo problema, è talmente letale che chi la contrae non fa in tempo a portarla in giro per il mondo in quanto schiatta prima, tanto è vero che non è mai riuscita ad uscire dall'Africa autolimitandosi nei luoghi dove si sono rivelati i focolai. Ma Pianka, che una ne pensa e cento ne fa, c'ha già la soluzione, una piccola manipolazione in laboratorio e tutto diventa più controllabile.
Non c'è che dire, Pianka si candida autorevolmente ad essere il più grande, per lo meno teorico, genocidista di tutti i tempi oltre che lo scienziato preferito del "nostro" ministro Calderoli, tenuto conto che in Italia si dovrebbe passare da 58 milioni di abitanti a non più di 21 e quest'utlimo saprebbe già chi sacrificare.

venerdì 23 gennaio 2009

venerdì 12 dicembre 2008

Caro Bondi ti scrivo

Spettabile Ministro dell "Cultura" Sandro Bondi, anche detto il poeta, Le scrivo in relazione al "convegno" svoltosi al Palazzo del Casino' di Venezia il 28 Agosto scorso, organizzato dal Direttore Generale del Ministero da Lei presieduto, Gaetano Blandini, avente come tema la lotta alla pirateria e la tutela dell'industria culturale italiana. Prima di tutto mi complimento per il luogo scelto, non si sarebbe potuto scegliere luogo migliore per difendere i diritti inalenabili della cultura, ed in secondo luogo mi preme appludire ai pieni risultati ottenuti da tale evento, non è infatti di tutti i giorni organizzare un raduno di cariatidi che in una giornata di lavori riescono a partorire questo risultato: organizzare un'altra riunione dal quale dovrebbero emergere le strategie per combattere il fenomeno che tanto preoccupa i detentori del diritto d'autore e la filiera che su ciò ha investito soldi creando le proprie attività commerciali. Indire una riunione tramite la quale indire un'altra riunione è un opera d'arte degna del suo Ministero, un gioco di specchi che può rimandare all'infinito, ed a lei poco importa in quanto il tempo non è dell'arte e quindi giustamente se ne frega.
Ora però, mi perdonerà la materialità, siamo a chiederle che fine a fatto il tanto agoniato tavolo rotondo attorno al quale avrebbero dovuto sedersi coloro che hanno interessi nel mercato dei diritti d'autore, preoccupati quanto non mai della diffusione della cultura senza lucro, vorremo capire se quali contenuti possiamo scambiarci senza che una divisa si presenti alla porta mostrandoci il conto, vorremmo capire quale prezzo avete dato alle opere di artisti scomparsi ed a quali dei loro parenti serpenti dobbiamo pagare il pizzo. Ve lo chiediamo senza rancore, senza ironia sicuri oramai del fatto che la vostra mentalità ha i giorni contati, che il vostro "arraffare il più possibile prima che sia tardi" è solo il tramonto del medioevo mediatico.
Caro Bondi ci dica il conto che dovremo pagare in questi anni, lo paghiamo volentieri ad una povera persona come lei, il futuro la cancellerà irrimediabilmente e di lei resterà solo un buffo ricordo.

giovedì 16 ottobre 2008

E se fossimo obbligati a lavorare gratis?

Correva l'anno 2006 quando in un libro di Seth Godin intitolato "Il ruggito della mucca viola", raccolta di scritti di studiosi e manager del marketing moderno (vi risparmio il significato del titolo, servirebbe un post apposta), appariva uno scritto intitolato "quando tutto è gratis". In questo scritto si ipotizzava la fantomatica possibilità, in un futuro non troppo prossimo, che la concorrenza dei prezzi potesse far arrivare "alla conseguenza estrema di rendere tutto gratuito o praticamente gratuito" il che avrebbe portato al risultato che per conseguire introiti l'unica via fosse il convincere i clienti ad effettuare donazioni di somme di denaro a seconda del valore che attribuiscono al prodotto/servizio messo a loro disposizione. Sembra assurdo, fantapolitico/economico, irrazionale, quasi utopistico ma le vicende di questi giorni e gli esempi attuali fan sì che questa ipotesi fantasiosa si avvicini sempre di più alla realtà prossima.
Il piccolo articolo continuava poi citando l'esempio della radiotelevisione pubblica americana (circa un centinaio di emittenti) che lavorano solo ed unicamente tramite finanziamenti pubblici, ma non come da noi erogati dallo stato e quindi dai politici innescando così la solita pappetta all'Italiana, ma con donazioni spontanee dei loro tele/radio ascoltatori, pare con grande successo ed innescando così un circolo virtuoso. Vi propongo questo esempio... è un documentario su Berlusconi censurato in Italia (eheheh, così prendo due piccioni con una fava) e nell'introduzione allo stesso vengono ringraziati i vari sponsor (citati chiaramente, non come in Italia): Fondazione William e Flora Hewlett, Fondazione Ford, Fondazione John e Catherine MacArthur, Fondazione Jacob Burns, Carnegie Corporations, Fondazione Miriam e Ira Wallach, Corporation for pubblic broadcasting, Canale PBS e i singoli spettatori (tutti comunistacci schifosi, sicuro).
Insomma ciò che si scrive in quell'articolo come esempio è vero e se ci pensiamo, piano piano, anche noi stiamo andando verso questa direzione, solo che non vogliamo ammetterlo, ed anche la crisi attuale sta mettendo alla berlina il nostro modello di business/credo che ci piace così tanto da decidere di esportarlo, non proprio pacificamente, nelle zone del mondo che noi riteniamo ritardate. Salvo che ora, la bomba che volevamo tirare nei paesi in via di sviluppo per svilupparli meglio, ci sta scoppiando in mano, ma stiamo tranquilli, un sorriso ed una pacca sulle spalle e tutto passa... forse. Tralasciando la vena polemica e riprendendo il filo del discorso il servizio/prodotto gratuito è oramai una realtà che nel mondo internet ha già incominciato a funzionare ad esempio: lo sapevate che i Radiohead hanno pubblicato un album che si poteva scaricare decidendo il prezzo dell'album stesso che poteva anche essere pari a zero; poi moltissimi siti propongono servizi gratuiti chiedendo solo una donazione mi viene in mente quello di Paolo attivissimo, l'antibufala più usato in Italia, quando queste erano all'ordine del giorno, ma ce ne sono centinaia di altri come i fedelissimi dell'open source in tutte le sue forme; infine, se ben ci si pensa, vi sono anche in Italia una marea di lavoratori alle dipendenze di miriadi di Onlus che operano nel quarto settore che vivono quasi esclusivamente di donazioni private (oltre che di volontariato). Insomma lavorare gratis, aspettando una donazione da coloro che utilizzano o il nostro lavoro o il risultato del nostro lavoro oppure semplicemente apprezzano il nostro lavoro, potrebbe essere una soluzione per il futuro, per curare la recessione, la crisi dettata da una finanza senza regole che ha drogato il mercato attuale. O magari potrebbe essere una scelta obbligata, come scritto nel saggio citato, stretti nella morsa di un mercato globale che non lascia scampo alla nostra economia. In un modo o nell'altro dovremmo incominciare a pensare a come cambiare, prima di farci cogliere impreparati... imbambolati dalle parole di chi ci vuol convincere che l'unico mondo possibile in cui possiamo vivere e quello del guadagno sfrenato, del successo, della ricchezza. Auguri a tutti voi, ne avete (ho) bisogno.

mercoledì 15 ottobre 2008

10 buoni motivi per ignorare facebook

1) non voglio essere amico di tutti

2) se voglio reincontrare vecchi amici li cerco e ci parlo di persona

3) non me ne frega un cazzo delle foto degl'altri, mi pesano già abbastanza le serate a vedere le foto delle vacanze/matrimonio/bambino nella vita reale

4) odio le pagine totalmente in inglese, mi stanno sui coglioni

5) se già le catene di sant'Antonio si riproponevano come una peperonata, su facebook ogni trenta secondi un "amico" lancia un test, un sondaggio, una ricerca... eccheccazzo andate a lavorare!

6) la morosa è pronta ad evirarmi se mi metto a frequentare amici oltre quelli che ho già

7) su facebook non si parla di Cremonese

8) se decido di non frequentare un sito questo NON mi deve perseguitare via mail

9) non sopporto i parties


10) avete mai visto il video dei collonels 74/75? Ecco quella è la sensazione quando sento parlare di Facebook(se non lo avete mai visto ve lo metto qua sotto)



Quasi quasi lancio la campagna: IO NON SONO SU FACEBOOK

lunedì 13 ottobre 2008

Codice internet, Ovopedia... le istituzioni provano a prendersi il web

Tira una strana aria in Internet. La rete è sotto osservazione da tempo, soprattutto le sue derivazioni più indipendenti. Benché ci provino, infatti, per quanto cerchino in ogni modo di entrarci coloro che tirano le fila dell'economia, della politica e dell'informazione (la nuova trinità), non riescono a tenere il passo dei cani sciolti che inondano di contenuti il web, risultando più veloci, rapidi, essenziali, emozionali. In due parole "fanno presa" e questo fa paura.
Vi sono blog, forum, c'è youtbe e suoi fratelli ed i siti dove postare le foto, un reggimento di controinformazione non controllabile, che spesso smentisce l'informazione ufficiale, di regime direi io, e non guarda in faccia a nessuno ne alla destra "di governo" ne alla sinistra "di opposizione" in Italia, ne a tutto il resto al di fuori di essa.
La gente si parla e si scambia informazioni e questo potrebbe essere un pericolo imminente per gli abitanti della stanza dei bottoni in quanto essi non riescono ad avere il controllo della situazione. La verità non è più una chiacchiera da bar, le notizie in internet sono sempre più spesso veritiere in quanto controllate da più fonti, indipendenti una dall'altra.
Ma ho detto "potrebbe" non a caso poiché la trinità ha dalla sua hanno un numero, anzi, una percentuale, come si dichiara nel servizio a seguire, e quella percentuale per loro è importantissima. 50% l'indice di penetrazione del'uso di internet in Italia. Significa che la metà degli italiani non usa il web come risorsa. Un bel po' di persone da istruire e quindi via con gli investimenti, prima che con un semplice cambio generazionale la percentuale degli ignoranti del XX secolo diminuisca a favore di internetutenti del tutto liberi però, non preconfezionati/plastificati. Si lanciano così progetti come Ovopedia, dove l'obbiettivo principale non credo sia effettuare un bel revisionismo storico (Pezzi che revisiona non me lo vedo), ma incominciare a ricucire quel rapporto che Silvio ha perso con i navigatori italiani, oppure come codice internet, di cui ho allegato un esaustivo video, dove l'obbiettivo principale di una gruppo di sconosciuti (non esiste una sezione chi siamo), con delle ottime entrature però visto che vantano partner come il Comune di Milano, la Camera di Commercio di Milano, la Fiat, Microsoft (penso che possa bastare), è "Portare Internet alle persone anziché aspettare che la gente venga in Internet.".
Insomma mi par chiaro che i soliti noti stiano cercando di penetrare il mondo internet alla maniera loro. Perché sia mai che le persone si autodeterminino, si organizzino autonomamente, costruiscano qualcosa senza doppi fini. Sia mai!

sabato 27 settembre 2008

Google compie 10 anni... ma cos'è?

Google compie 10 anni... ma cos'è diventato veramente?
Partiamo col dire più di dieci anni fa due tizzi, uno si chiama Larry Page ed aveva 24 anni, l'altro Sergey Brin e di anni ne aveva 23, si incontrano. Sono, con tutta probabilità due meganerds, due secchioni che si arrovellano il cervello su teorie che parlano di motori di ricerca basati sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web. Uno che a 23/24 anni pensa alle teoria invece che a trombare come un riccio, bere com un dannato e drogarsi controvoglia può sembrare uno scemo, ma loro no, loro sono lo spermatozoo che inserito nelle ovaie di internet è diventato il mostro tentacolare e onnivoro che è oggi Google, entrato a far parte della nostra vita, inseritosi come un polipo all'interno del nostro corpo succhiandone la linfa interna senza prosciugarlo.
Pensateci, pensate a quante volte aprite internet durante il giorno, al lavoro, a casa, ora ce lo ficcano anche sul cellulare (per la nostra gioia, diciamoci la verità) così non ci potremo far mancare il gusto di una navigata intanto che aspettiamo il tram, mentre prendiamo un caffè oppure siamo seduti su una panchina al parco.
Pensate a quante volte aprite internet e quante volte aprite google. Non è forse , o non è stata almeno per un piccolo periodo di tempo, la vostra pagina iniziale? Avete pensato? Bene, ora moltiplicate per i milioni di persone che si collegano ad internet, se riuscite a fare il calcolo riuscite anche minimamente ad immaginare quanto vale quel rettangolo di pochi centimetri quadri con sotto le parole "Cerca con google" e "Mi sento fortunato"?
Io lo ammetto non ci riesco, ma al di là del valore meramente economico, quello che forse potrebbe spaventare di più è quanto vale Google, all'interno della nostra vita. Immagino che molti di primo acchito dicano subito, nulla.... un bel par di palle, come dicono a Parigi! Con google cerchiamo e cerchiamo informazioni, cerchiamo ciò che ci interessa, ci incuriosisce, ci serve per il lavoro. Ci controlliamo un cliente, cerchiamo il sito di un gruppo musicale e chi vende i biglietti per il concerto, cerchiamo le indicazioni stradali per andare in discoteca e il giorno dopo cerchiamo il sito della discoteca per vedere se hanno fatto delle foto e le hanno pubblicate, cerchiamo notizie, cerchiamo video, cerchiamo biografie, cerchiamo notizie storiche, cerchiamo numeri di telefono ed indirizzi, cerchiamo scritte, cerchiamo cerchiamo cerchiamo senza smettere. Ed intanto Google si trasforma, si allarga (lo sapete, ad esempio, che col famoso rettangolo di cui sopra ci si possono effettuare calcoli matematici e costanti oppure convertire valute?)occupa quanto più spazio possibile, offre mille possibilità (ivi compresa quella di fornire spazio e strumenti per questo blog!!!), si autoalimenta spingendo i suoi visitatori a generare contenuti che poi altri cercheranno in un vortice che sembra non avere mai fine.
Chi guida Google, guida il mondo e non solo perché nel 2006 ha fatturato 10640 miliardi di dollari con un utile netto di 3077 miliardi dollari che ci si potrebbe sfamare tre afriche con tutti sti soldi, ma ha la capacità e la possibilità di influenzare i pensieri, i gusti, le mode in parole povere le scelte (importantissime nel nostro tempo) delle persone di tutto il mondo. E chi non ci dice che google non sarà il nostro mondo futuro?
Google, citando Jim Morrison, è "il nulla capace di tutto". Forse. Chissà se se l'erano immaginata così questa storia Sergey e Larry....

mercoledì 10 settembre 2008

Il buco nero

Ieri sera ero un po' in ansia, sapere infatti che quei simpaticoni del Cern stavano per ricreare un buco nero a qualche centinaio di Km di distanza dal mio salotto, anzi per essere più precisi a 447 km di strada, poco più di quattro ore di macchina, non mi faceva stare tranquillo.
All'interno della mia crapa hanno incominciato a prendere forma sia misteriosi incubi fantascientifici sia paranoie un po' meno misteriose, ovvero polverizzarmi in un nanosecondo senza nemmeno avere il piacere di essere avvertito.
Ne è necessariamente scaturita una riflessione interiore sul significato della vita e mi sono fatto domande tipo: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e perché? Domande a cui non ho saputo rispondere e quindi sono passato a qualcosa di più semplice tipo: perché sono qui che mi sbatto (il lavoro, la casa, i rapporti sociali) per cercare di vivere al meglio se poi uno scienziato pazzo, mentre gioca, quasi non gli fossero bastate le macchinine con cui era uso trastullarsi sul tappeto della sua cameretta da puello, a far correre le particelle in un tubo sotto la Svizzera, si sbaglia e sbriciola la terra con tutti i suoi abitanti in un battito di ciglia?
Prima ci siamo e poi, puff, non ci siamo più.
Penso che sia un motivo valido per farmi girare le palle. Io dico, va bene il progresso, la ricerca, etc etc etc ma però ditemelo. Non sarei stato lì a cercare di costruire la mia vita, come dicevo prima, avrei vissuto di espedienti, passando le mie giornate nella spensieratezza di chi sa che potrebbero essere gli ultimi suoi istanti terreni, a zonzo per il mondo pensando solo a divertirmi e rilassarmi. Mentre adesso invece, se i figli di Archimede si dovessero essere sbagliati, l'ultima cosa ch mi ritroverei a fare, magari, è pulire il cesso di casa mia oppure fare la spesa la supermercato. Dio che tristezza. Morire nell'istante in cui stai scegliendo i peperoni al banco della verdura oppure mentre stai pulendo, con schifo massimo, lo spazzettone del cesso.
Io credo che se qualche tempo fa ci avessero detto:"guardate, per il progresso ed il bene dell'umanità tra un mese faremo un esperimento che se va male la terra verrà smaterializzata e noi con essa e ci sono delle possibilità che succeda e non sappiamo che cosa ne sarà di noi dopo. Comunque non potete farci niente, noi lo faremo lo stesso", bene la gente, come me, sarebbe uscita di casa avrebbe suonato al vicino rompi coglioni e gli avrebbe rifilato un calcio nelle palle, subito, per poi andarsene a zonzo per la città; i bar avrebbero offerto le loro scorte da bere gratuitamente, i supermercati avrebbero regalato i loro articoli, si sarebbero scatenati baccanali, si sarebbero consumate le vendette più impensate ed i deboli avrebbero rifilato un cazzotto ai forti, la gente avrebbe abbandonato uffici e fabbriche senza più tornarci, si sarebbe fatto l'amore dappertutto senza falsi moralismi e le persone per bene avrebbero avuto la meglio, anche se per poco tempo, sulle persone malvagie; la terra, anche se solo per un mese, sarebbe stato un posto felice per tutti.
Ed invece no, c'hanno negato anche questo. Vaffanculo.

mercoledì 3 settembre 2008

Telefonare col culo

Quella di infilarsi soldi o droga nel buco del culo è una prassi arcinota nelle galere ma il progresso ha portato un evoluzione nella pratica e nel XXI secolo ecco che le cavità anali dei detenuti hanno incominciato ad ospitare altre tipologie di oggetti: i cellulari.
E' successo in Pakistan e la notizia è apparsa per la prima volta su Cellular News.
Singolare constatare come il progresso entri in ogni parte della nostra vita altresì si può finalmente asserire, con tanto di prova, che telefonare coi cellulari è un'inculata.
Comunque la si veda, in carcere si sta proprio male.

Fonti: cellular news, vignetta di F. Sardelli

martedì 2 settembre 2008

La terra dei fuochi

Il titolo del post richiama alla mente paesaggi esotici o sudamericani, storie di marinai o esploratori ed invece è solo il triste declino di una terra sconfitta quale è la Campania. Sconfitta dai suoi stessi abitanti che la umiliano, dagli estranei che la sfruttano, dagli ipocriti che la denigrano.
L'emergenza rifiuti iniziata quindici anni fa e non è ancora/mai finita nonostante quello che ci dicono.

A Napoli magari i rifiuti non sono più per le strade, le tivvù ed i giornali dichiarano vinta la guerra alla "munnezza" ed intervistano cittadini molto soddisfatti, qualche politico di lungo corso si pavoneggia come solo lui sa fare ma il problema non cambia, persiste.

Fortunatamente viviamo nella globalità della comunicazione ed anche se questo ci porta notevoli svantaggi tipo notizie false, bufale, tutti che parlano di tutto, difficoltà nel reperire notizie serie nella marea di informazioni che la rete ci propina, ci porta anche incredibili possibilità. Prima fa tutte: conoscere la verità.

Così mentre l'Italia televisiva e giornalettistica ci propina una improbabile vittoria rapida sulla munnezza ecco arrivare l'inevitabile ed immaginabile smentita. Le immagini parlano da sole.



Il resto lo trovate su www.laterradeifuochi.it coraggioso sito denuncia che ci riporta alla clamorosa realtà.

Voglio subito, per evitare le solite manfrine del giochino "seidisinistra/seididestra" che tanto ha fatto male all'Italia distogliendoci dai reali problemi e favorendo i soliti noti, chiarire una cosa: la mia non è una invettiva contro Berlusconi, la sua è la solita finta mediatica a cui spesso abboccano gli italiani teledipendenti, scusate se lo dico con un po' di disprezzo, ma oramai hanno raggiunto un livello tale di ignoranza e creduloneria che manco nel medioevo, ma ci sono stati ben altri (vedi alla voce Bassolino) che in questi quindici anni ci hanno messo le mani e non bisogna mai dimenticarsi di nulla in questi casi.

Certo è che la gente, proprio da questo spunto, dovrebbe iniziare a cercare la verità, con i mezzi che ha a disposizione, che sono sufficienti, con un minimo di spirito critico, l'animo pulito ed il cervello acceso.

Ps: per capire il problema dei rifiuti a Napoli leggere "Gomorra" di Saviano, il sito indicato prima www.laterradeifuochi.it e il sito www.osistema.org; guardare i documentari "Biutiful Cauntri" e "O'sistema" e magari anche il film "Il camorrista" di Tornatore

lunedì 28 luglio 2008

Il galeone e la fenice

C'era una volta un galeone costruito per veleggiare lontano in mare aperto, robusto con un bell'albero maestro, murate alte, ed una stiva capiente che conteneva un carico speciale che non aveva consistenza, materiale pericoloso che si diceva fosse stato rubato. Il galeone si chiamava Colombo ed era stato costruito in Italia. Il galeone Colombo è stato affondato la settimana scorsa con un colpo ben assestato della Guardia di Finanza italiana interessata non a recuperare il carico del galeone ma a distruggerlo, per sempre, insieme alla barca che lo trasportava, perché il suo scopo non era recuperare il materiale che si diceva rubato, ma impedire che il galeone ed il suo equipaggio lo portasse in giro per il mondo facendolo conoscere a tutti coloro che lo volessero.
E così è finita la storia del galeone italiano, che aveva veleggiato un paio d'anni in mare aperto caricandosi di contenuti e portandoli a tutti senza alcuna distinzione di razza, ceto sociale, sesso, religione. Colpito ed affondato dal braccio armato di un sistema medievale che detiene, tramite il denaro, le redini del potere, dell'informazione, della legge e della giustizia.
Ma noi che guardiamo il galeone affondare sappiamo che in realtà lui è una fenice, che rinascerà dalle sue ceneri (o dai suoi resti in fondo al mare), e tornerà sotto altra forma in altri tempi ed in altri luoghi rendendo inutile le azioni del potere medievale. Esso infatti non sa che i suoi sforzi sono vani, servono solo per rimandare la fine del sistema da lui stesso creato, che finirà per implodere su se stesso in quanto inutile al mondo ed a se stesso.
Il galeone rivivrà, ricominciando dalla propria fine, proprio come la fenice, magari avrà altre forme, sarà guidato da altri capitani ma lo spirito sarà lo stesso, lo spirito della condivisione della conoscenza e della cultura. Uno spirito che non capiscono i biechi, gli stupidi, i rozzi, uno spirito che non vogliono i potenti, gl'avidi, gli inetti.
Ma il mondo cambia e le ere passano e ben sappiamo che chi un tempo impedì, per sua convenienza e convinzione, a Galileo di divulgare la sua teoria sul mondo tondo e non piatto col tempo s'è dovuto rimangiare la parola.

mercoledì 7 maggio 2008

Niente più lavoro per l'uomo

Facciamo veremente fatica a capirlo, e nemmeno nessuno ce lo spiega in maniera semplice, ma la nostra crisi economica (o della quarta settimana o del precariato) attuale non deriva dalla Cina o dall'India o da chissa chi o perlomeno questi, diciamo così, fenomeni esteri, e non, aiutano il fenomeno che però è dettata, in primo luogo, da tutt'altro fattore: l'automazione dei servizi.

Il mondo ha ormai abbandonato l'era industriale, e di questo se n'è accorto anche Bertinotti ultimamente, e siamo oramai entrati di prepotenza nell'era dei servizi i quali hanno sempre più la tendenza ad essere erogati al pubblico tramite il computer diventando progressivamente piu' economici, anzi spesso gratuiti. Ci aiuta ha capire il concetto l'esempio delle banche, che e' emblematico. Quando vennero inventati, gli sportelli automatici "Bancomat" erano un lusso. Molte banche facevano pagare un addebito al cliente che, per non stare in coda dentro la banca, sceglieva di utilizzare la tessera magnetica.
Ma in America, nel 1994, la Bank of America fa partire la controtendenza offre ai suoi clienti uno sconto se promettono di non entrare mai nella banca e di servirsi unicamente di ATM ("Automatic Teller Machines", il "Bancomat" italiano). La Citibank a seguire si mette ad offrire quasi tutti i servizi di conto corrente, investimento, valuta e trasferimenti di fondi per telefono e la First Chicago diventa la prima a invertire addirittura i termini: utilizzare l'ATM e' gratuito, mentre ogni operazione dentro la banca comporta un addebito di tre dollari. Nella primavera del 1995 la Wells Fargo stacca il primato di prima banca a consentire ai propri clienti di controllare i propri conti correnti sull'Internet. Le banche risparmiano poiche' possono eliminare personale: e' nel loro interesse che i clienti usino l'ATM. La tendenza e' adesso, anche in Italia che ha iniziato primo con Fineco e poi Banca Mediolanum a ruota, quella di fare in modo che i clienti non si muovano piu' di casa. In tal modo le banche risparmieranno anche i costi di manutenzione dei Bancomat.
Qualcosa di analogo sta succedendo nel mondo delle riviste, in America ma presto diventerà una realtà anche da noi. Grazie ai metodi informatici infatti stampare una rivista non e' piu' cosi' costoso mentre ciò che rimane oneroso è la distribuzione che rimane però un settore fondamentale per riuscire a vendere molte copie. Gli editori però fanno un altro ragionamento ovvero: il profitto non deriva tanto dalle copie vendute quanto dalla pubblicita', il fatturato della pubblicita', a sua volta, e' in funzione delle copie. Soluzione: regalare la rivista. La rivista viene spedita per corrispondenza soltanto agli abbonati, che avranno compilato (on line) un form eliminando cosi' i costi di distribuzione (esempio simile embrionale italiano: a Milano, Roma ed altre grandi città da anni già distribuiscono giorneltti gratuiti alla stazione). Siccome la rivista e' gratuita il numero dei lettori aumenta, aumentando il numero dei lettori aumenta di conseguenza il fatturato della pubblicità. I costi diminuiscono e il fatturato aumenta, musica per le orecchie degli editori. Si tratta, come nel caso delle banche di instradare il cliente a scegliere servizi o prodotti in cui le persone (che in quest'ultimo caso fanno la distribuzione) NON METTONO MANO IN QUANTO COSTO.

Morale: meno posti di lavoro, più soldi nelle tasche di poche persone.
Questa tendenza è chiara in tutti i settori, dalla piccola media e grande impresa fino, perchè no, alla pubblica amministrazione. Senza contare i piccolissimi imprenditori (vedi giornalai, etc) costretti a chiudere.
Risultato crisi del ceto piccolo/medio borghese, o meglio, di chi non si sa barcamenare in questo nuovo sistema, e nuovi poveri in continuo aumento con la fissa che il problema è la Cina. Ma va là.

mercoledì 5 settembre 2007

Hitler for food


In Australia, ad Auckland, una catena di pizzerie al taglio, dal nome già inquietante "Hell Pizza", ha ideato e promosso una campagna pubblicitaria tanto originale quanto politicamente scorretta, lo slogan è, anzi era: «È possibile far credere alle persone che il paradiso sia l'inferno». Il testimonial della campagna niente meno che lui: Adolf Hitler.
Naturalmente qualcuno si è indignato e la pubblicità è stata ritirata, ma ha di sicuro avuto il clamore e la visibilità sperata.

In India però hanno voluto fare di meglio. Hanno aperto un bar e l'hanno chiamato Hitler's Cross, con tanto di foto al suo interno e manifesti. Povero Ghandi, se lo sapesse...


martedì 4 settembre 2007

Venderei anche tua madre....



... se ne valesse la pena.

Venghino venghino siori, qui si vende di tutto in internet, tuttobellonientecaro, il grande mercato on line è aperto.

Le regole sono solo due: primo nessun contatto diretto, ci si parla solo via mail, chat, essemmesse e al massimo via telefono, meglio se su skype; secondo si vende di tutto: dal sacchetto di immondizia di Napoli al bicchiere di latte versato per piangerci sopra, dalle scorie nucleari di Chernobyl alla bottiglia con messaggio di Sos da lanciare in mare e naturalmente il tappeto volante non funzionante (fonte Ansa.it).

Fate un giro per ebay e troverete veramente della roba assurda, ad esempio:

c'è un tizio che vende qualcosa che non sa bene che cazzo sia, lo dice lui, però la valuta 15 euro, più spese di spedizione è ovvio;

poi c'è chi ti vuol vendere il metodo per vincere gli attacchi di panico in 20 giorni , qui;

un altro per 29 euro ti vuole vendere una cosa senza dirti cos'è, vedere per credere

spettacolare il lancia razzi per Pc;

non manca mai poi quello che vuole allungarti il bigolo, clicca qui;

e se volete buttarvi nel show business c'è un bel programma radiofonico solo per Voi, qui, da comprare ed utilizzare a piacimento;

ma secondo me il massimo è questa inserzione: ha smontato il pulsante dell'autobus per la richiesta di fermata e l'ha messo in vendita, meno di un euro, praticamente un affare!

lunedì 20 agosto 2007

Vecchie abitudini dure a morire


Vedo spesso passare sulle TV nazionali film, fiction, documentari, dibattiti, servizi sui crimini di guerra, soprattutto in merito a quelli perpetrati durante la seconda guerra mondiale.
Con tutto il rispetto per le migliaia di morti tra gli ebrei, senza dimenticare tutte quelle avvenute tra i soldati mandati al macello e i civili di tutte le etnie, penso che si sia arrivati all'ipocrisia pura o al completo rimbabimento.
Se infatti negare o minimizzare ciò che è successo in quegl'anni è stupido e strumentale, fossilizarsi solo su un certo argomento ponendosi sugl'occhi due pesantissime fette di salame, senza la minima intenzione di mangiarsele prima o poi, sfiora il paradosso.
Siamo attenti ad insegnare quanto morti sono passati per il camino di Auschwitz, dedichiamo delle giornate mondiali alla memoria ed ignoriamo o fingiamo di ignorare le guerre attualmente in corso, con le loro belle stragi, in Palestina, Iraq, Afghanistan, Kurdistan, Cecenia, Georgia, Algeria, Ciad, Darfur, Costa d’Avorio, Nigeria, Somalia, Uganda, Burundi, Congo (R.D.), Angola, Pakistan, Kashmir, India, Sri Lanka, Nepal, Birmania, Indonesia, Filippine, Colombia e Libia.
Condanniamo i crimini di guerra ed accettiamo l'utilizzo attuale di armi quali l'uranio impoverito, il fosforo bianco e chissà quante altre diavoleria di cui non siamo a conoscenza, che portano morte non solo tra coloro che sono attaccati ma anche tra coloro che attaccano (vedi sindrome del golfo, morti cancro in Italia, etc etc).
Di più, a volte, ho visto che denigrare una guerra significa essere additati come pacifisti, come se fosse un problema fisico, altre volte ho sentito gente difendere una guerra solo perché il suo partito politico la sosteneva e viceversa naturalmente, ho visto persone provare disgusto per le immagini di certi effetti delle guerre ma non per le guerre in sé (il pudore della violenza).
Poi i morti civili, o effetti collaterali, delle guerre hanno dignità diverse: eleviamo coloro che sono morti per una guerra sbagliata, disprezziamo e dimentichiamo coloro che muoiono per una guerra giusta, senza domandarci chi pone i principi del discrimine.
Evidentemente la Storia non è maestra di vita, è solo un racconto senza una morale e difatti noi dalla Storia non abbiamo appreso un cazzo e lo dimostriamo giorno per giorno.
La nostra ignoranza e superficialità è il peggior insulto a tutti coloro a cui dedichiamo la nostra memoria, e non diamo sempre la colpa ai potenti, ai governanti, ai soldi, la colpa è nostra che non capiamo un cazzo (mi si passi la ripetizione).
E' chiaro che non abbiamo memoria nel cervello, per lo meno nella parte pensante e attiva dello stesso.

giovedì 2 agosto 2007

Telecom


Telecom ha chiuso i rubinetti a Elitel, Intratec/Vira e Telvia.

Telecom ha i prezzi più alti d'europa.

Telecom è l'unico operatore nazionale che funziona.

Telecom addebita i costi di spedizione della fattura.

Telecom ha comprato Tim.

Telecom l'hanno comprata gli spagnoli.

Telecom non ha più uffici aperti al pubblico.

Telecom ha la rete più vecchia d'Europa.

Telecom ha un presidente che si chiama Pasquale Pistorio.

Telecom ha una storia che trovate qui

Telecom ha adottato il metodo stakeholder.

Telecom è presente in Germania, Francia, Olanda, Cuba, Brasile, Bolivia, Argentina.

Telecom se chiami il 187 cade sempre la linea.

Telecom era di Tronchetti Provera, il re mida al contrario.

Telecom ha l'ADSL a 20 Mega.

Telecom uccide il mercato italiano.

Telecom ha i prezzi bassi per i cellulari.

Telecom spiava tutti.

Telecom sponsorizza Ferrari e Ducati.

Telecom non porta l'ADSL nei paesi di dieci abitanti.

Comunque la vogliate pensare su Telecom ricordatevi che:

giovedì 29 marzo 2007

3.636

3.636 sono i nominativi degli utenti italiani che la Telecom ha fornito alla società discografica di Hannover, Peppermint Jam Records Gmbh, a seguito dell'indagine della società svizzera Logistep sui naviganti che hanno utilizzato piattaforme come e-mule e bit torrent per scaricare brani coperti dal diritto d'autore detenuto dall società tedesca.
Telecom non ha fatto la spia come di suo solito, c'è una sentenza del tribunale di Roma che obbliga il nostro operatore monopolista a fornire questi dati.
Questi 3.636 comunque possono stare "tranquilli" Logistep-Peppermint, confida il legale a Punto Informatico, non è intenzionata ad aggredire questi utenti, piuttosto intende sfruttare quanto accaduto per inviare un messaggio alla comunità dello sharing e del peer-to-peer, che i discografici vorrebbero sensibilizzare ad un uso più consapevole degli strumenti di condivisione salvo però poi specificare che le persone riceveranno una diffida e una richiesta di cancellazione dei file, inoltre dovranno promettere (con una scrittura privata, ndr.) che non metteranno più a disposizione opere protette da diritto d'autore ed infine ma proprio alla fine ammettere che verrà anche loro chiesto di versare quella che il legale definisce "modesta somma", un quantum nell'ordine delle centinaia di euro, denari che saranno utilizzati per compensare il lavoro tecnico e quello legale dietro l'iniziativa di Peppermint (fonte punto informatico).

Attenzione quindi, anche alla luce della probabile approvazione in sede europea del IPRED2, il file sharing non sarà mai impossibile da effettuare ma non c'è bisogno che la finanza venga a ravanarci nel pc o nei cassetti per sapere che abbiamo scaricato l'ultimo album del nostro artista preferito, basterà fare un paio di clic al finanzino o al tecnico/investigatore privato di turno per metterci nei guai oppure come dicono loro per sensibilizzarci ad un uso più consapevole del file sharing, salvo poi diffidarci, salvo poi chiederci i soldi.
Posto che, in linea di massima, anche se ciò non mi rende felicissimo, è giusto che, se uno non vuole che venga utilizzata gratuitamente la sua opera, si adoperi per difenderla, ma se questo significa che alcune società private o alcune persone possano spiare tranquillamente la navigazione di altri chi mi assicura che le stesse utilizzino le informazioni solo allo scopo delle indagini? Chi mi assicura che non vengano utilizzati i dati della mia navigazione privata per indagini di mercato? Chi mi assicura che non finiranno per spiare chiunque come hanno fatto con i telefoni ? Chi mi assicura che i miei dati sensibili saranno protetti?

Per il momento non lo assicura nessuno e ciò mi preoccupa.

mercoledì 21 marzo 2007

Costi di ricarica 2, la vendetta


e poi non dite che non ve l'avevo detto....
il 13 Febbraio 2007 profetizzavo dalle pagine di questo blog "... l'abolizione è perfettamente inutile, è una soluzione posticcia presa solo per dare la carota all'asino, gli esperti di marketing sapranno come addebitarci quei soldi tra le pieghe delle offerte consci che siamo dei consumatori emotivi." (il testo integrale, con i perchè qui)

Ahimè avevo ragione... voglio diventare PROFETA!

In modalità più o meno lecite i furbastri telematci ci stanno riaddebitando tutto e con gli interessi: la Wind (che evidentemente ha due mesi di arretrato con Aldo, Giovanni e Giacomo) ha pensato bene di imporre un bel cambio di listino ai suoi clienti, cambio guarda caso sfavorevole, la Vodafone invece, molto democraticamente, fa pagare 29 centesimi, nel caso in cui venga chiamato un cellulare non raggiungibile, tanto al numero chiamante quanto al numero chiamato, per il servizio di segnalzione di chiamata attivato automaticamente in questi giorni a tutti gli (incosapevoli) utenti Vodafone che non hanno un servizio di segreteria, la società inglese è perfettamente in linea con il suo motto Life is now, la vita è adesso e adesso ci araffa i soldi, un poco alla volta un pò a tutti.
Tim per il momento sulle ricaricabili non interviene con azioni scomposte, però se ne esce con offerte post pagate regalando telefoni di ultima generazione afronte di canone fissi mensili di 30, 60 e 90 euro. 3, dopo aver imperversato sulle televisioni a tutte le ore, stranamente tace. E ciò mi fa temere il peggio.

E l'Italiano che fa?
Borbotta, brontola, si lamenta, guaisce al bar ma non si stacca dal suo cellulare.
Gli rimane una sola via d'uscita, un'altra petizione.
Di pensare prima di pagare non se parla nemmeno.

giovedì 15 marzo 2007

La fratellanza ombra dei nerds

Il 90% delle persone che usano il Pc conosce si e no il 10% dello strumento che stanno utilizzando.
Certo si scrivono lettere, si impostano fogli di calcolo, si scaricano, si visualizzano e si modifichano fotografie, si gioca, si naviga in internet e magari si utilizzano complicatissimi programmi aziendali ma la conoscenza del mezzo a disposizione si limita, spesso e volentieri, a ciò che si vede con gl'occhi ovvero una tastiera, il monitor ed il mouse.
Persino chi lavora nel settore informatico spesso è all'oscuro dei diabolici meccanismi che stanno alla base del funzionamento dei Pc o computer o ELABORATORI DI CALCOLO.
Ebbene io sto nella massa, mai infatti mi sarei sognato di mettere in rete un blog tutto mio se non avessi trovato la pappa già pronta da mettere nel micoronde per essere scaldata e mangiata, una buona metafora per dire che in pratica scrivo e metto le immagini il resto lo fanno altri... che non conosco, però ho ancora la facoltà di pormi delle domande.
Come i primi uomini apparsi sulla terra si domandarono chi era stato a creare tutto ciò che vedevano intorno, io mi domando chi è il deus ex machina che muove lo sconosciuto mondo informatico?
La terrificante risposta è sotto i nostri occhi sin dagl'anni 80, basta guardare la faccia dell'uomo più ricco della terra, Bill Gates... ebbene sì, sono loro i NERDS.

Chi sono i Nerd, da wikipedia: Nerd è un termine della lingua inglese con cui tradizionalmente viene chiamato chi abbia una certa predisposizione per la ricerca intellettuale (magari associata ad una intelligenza superiore alla media) e sia al contempo solitario e con una più o meno spiccata predisposizione per l'asocialità. Il termine italiano più o meno corrispondente è "secchione" o "sfigato".
Queste persone sono legate ad uno stereotipo che le vede affascinate dalla conoscenza, specialmente quella riguardante la scienza e la matematica e sono meno interessate alle attività sportive e sociali. Spesso hanno delle disfunzioni della visione (e quindi portano gli occhiali) e hanno un qualche tipo di Autismo ad alto funzionamento (High Functioning Autism).


Bush, Berlusconi, la Nestlè? Mavalà, i Nerds sono i padroni del nuovo Mondo e si stanno prendendo la loro vera rivincita, tutto passa dai Pc e dalle reti, noi le utlizziamo ma senza consapevolezza, loro invece sanno tutto e ci usano.
Pensate: da uno studio è emerso che all'interno dei calcoli effettuati per determinare un indirizzo, ad esempio di una pagina web, possono essere eseguite delle unita' di calcolo all'insaputa del computer, in pratica mentre noi utilizziamo i nostri docili programmini un tipo dall'altra parte della terra usa il nostro Pc per farsi i cazzi suoi.
La fratellanza ombra dei Nerds ha preso in mano le redini del mondo, loro ci guardano, ci osservano, ci studiano e ci preparano un nuovo programmino con cui soddisfare i nostri bisogni primari e stare buoni parlando col nostro amico dall'altra parte della terra o ascoltando musica gratis o guardando l'ennesimo file power point o filmato porno.