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mercoledì 24 marzo 2010

Manca poco

Manca poco, Berluskaiser detto il Banana pare abbia i giorni contati, esca o non esca con le ossa rotte dalle regionali, oramai sta trattando la sua uscita di scena in cerca di una via che non lo porti ad Hamamet come quel suo celebre predecessore che tanto si vuole redimere in questi ultimi tempi.
La profezia del lungo addio si sta avverando.
Il Banana è un problema, soprattutto per la destra, perché altri suoi passi falsi potrebbero terremotare definitivamente un castello di carte che ha incominciato a sfaldarsi nella mainfestazione del 21 Marzo con un balletto delle cifre, clamorosamente sbugiardato dalle immagini, di memoria Fantozziana (La corazzata Potëmkin... 18 BOBINE, in realtà solo 75 minuti). Però quel castello di carte è importante perché ha segnalato l'insipienza della politica sinistroidea (un po' finta a dire la verità) italiana ed ha decretato che il pericolo del comunismo in Italia non esiste, non è esistito e non esisterà mai e che se si vuole governare ora la destra è sicuramente la macchina da corsa migliore sulla quale gareggiare per una poltrona in paradiso.
I suoi alleati concorrenti, Bossi e Fini, lo sanno ed hanno iniziato a preparare il campo per prendersi la leadership e non mollarla più per qualche anno. Voglio essere sincero, ero sicuro che Fini non avrebbe avuto rivali, il suo lento ed inesorabile processo di distacco dal Banana e dai suoi deliri mediatici lo sta portando a navigare nel mare calmo placido dei neocentristibuonisti, dove avrebbe voluto navigare Papi ma non ha potuto causa coscienza troppo sporca. Tanto sporca da doversi alleare e stringere patti sempre più compromettenti con una forza populista di matrice intollerante che è la Lega, rinforzata dalla campagna mediatica di paura promossa da media evidentemente controllati (da chi? provate a pensarci). E qui Fini ha un problema perché Boss(ol)i non è solo un bravo surfista, è anche un ottimo preparatore di materiali ed ha capito che non potendo allargare, per ovvi motivi, la propria base clienti agli immigrati, come sta cercando di fare Fini in punta dei piedi ma non troppo, deve accaparrarsi la benevolenza dei bravi cristiani fastidiati dall'odore un po' troppo verace dei clandestini ed infatti si era già recato in visita pastorale, con il suo fido pastore bergamasco, presso sua eccellenza Bagnasco lo stesso che ieri, guarda caso, a due giorni dal voto, ha sentenziato che i credenti devono votare a destra, senza se senza ma, pena l'inferno. Insomma il vantaggio dell'ex simpatiaperlecamicenere si è ridotto di molto e con lo slancio, con aiuto divino, del momento il celounpòmenodurodiprima rischia un sorpasso inaspettato.
Una cosa è sicura il nano è in trappola e vederlo umiliato dall'Umbért, che gl'ha biascicato a bocca storta: "io non t'ho mai chiesto i soldi", m'ha messo un po' di malinconia. Umbert tra l'altro che non ha perso l'occasione di strizzare l'occhio (metaforicamente, non so nemmeno se riesce a farlo giusto com'è) alla chiesa indicando, come unico merito di Silvius, in quasi 10 anni di Governo, l'aver salvato l'Italia dai matrimoni gay, manco fossero la bomba H, e dalla pedofilia (non si sa per quale motivo).
Riassumendo dalle votazioni di questo fine settimana uscirà sicuramente una data che sarà quella dell'uscita di scena del nano e forse anche un vincitore, tra Bossi e Fini, che prenderà in mano l'eredità di un castello di menzogne che governa il paese a cui dovrà sostituire una politica vera senza che gli italiani se ne accorgano, cosa questa che non dovrebbe essere troppo difficile.
Per il resto la Lega sfonderà, il PDL arretrerà di poco, il PD naufragherà, l'UDC resterà stabile, salirà l'IDV e nota molto positiva si inseriranno nuove formazioni nate dalla rete internet. Ricordiamoci che il sig. Obama, il primo Presidente Nero degli Stati Uniti è nato dalla rete, lì si è presentato, lì ha raccolto i fondi e sempre lì sta mantenendo il rapporto con la base elettorale e ciò che sta facendo era impensabile sino a prima della sua elezione. Magari tra pochi anni....

Piccolo aggiornamento, questa foto è stata scattata 0ggi 25 Marzo a Bari ad un comizio di Berlusconi, come si può vedere c'è il solito milione di persone.

lunedì 23 novembre 2009

Il crocifisso e le radici razionalistiche dell'Europa

Il Cristo in croce è un simbolo, prima di tutto, e nell'etimologia della parola stessa, dal greco σύμβολον súmbolon ovvero "mettere insieme", troviamo il suo significato più profondo. Potremmo disquisire a lungo sul significato religioso, politico, psicologico e sociale senza trovare però il punto focale della questione. Il crocifisso è il raccordo tra due entità: la religione e l'umanità. La croce è il simbolo visivo, un monito impresso in varie forme e colori su un muro, per ricordarci la fede cristiano cattolica. È un monito: non dimenticare. Ci sono vari modi per vivere la spiritualità e la ricerca del mistico ed è per questo che la croce è lì, per ricordarci in quale modo dobbiamo veicolare l’irrazionale.
Gesù di Nazaret fu un uomo, un predicatore ebreo, vissuto duemila anni fa nella provincia romana della Giudea. Le cronache storiche dell’epoca non ci parlano di lui eppure la sua storia e la sua vita sono state talmente importanti, per l’uomo europeo, che la Storia con la S maiuscola la scandiamo secondo la sua nascita di cui è punto centrale. Tutto è avvenuto, per noi occidentali, prima o dopo di Cristo e tutto questo solo sulla base dei vangeli: i quattro ufficiali di Marco, Matteo, Luca e Giovanni, più una ventina di apocrifi ed un'altra decina tra ipotetici o perduti.
Morì sulla croce, Gesù di Nazaret, ucciso tecnicamente dai romani, anche se la colpa fu data agli ebrei, gli stessi romani che trecento anni più tardi, sotto il regno di Costantino I (e Licinio), con una mossa più politica che spirituale smetteranno le persecuzioni nei confronti dei cristiani e lo eleggeranno ufficialmente come Messia, figlio di Dio, la di cui parola avrebbe portato in mezzo agli uomini durante la sua breve vita. E sulla base dei vangeli, concilio dopo concilio, da Nicea, presieduto da Costantino I (si vede immagine in basso a sinistra con i Padri del Primo Concilio di Nicea che mostrano il Credo, al centro l'Imperatore), in poi, il clero, gli uomini a lui votati, costruirono prima una religione, fatta di moniti e regole di comportamento derivati dalla parola di Gesù, eleggendo l’agonia dello stesso come simbolo più alto del loro credo, poi uno Stato con il suo re, la sua corte, il suo popolo, il suo esercito e le sue terre, in Europa, in Italia, a Roma. Perché il culto di Gesù, ebreo, si spostò proprio in Roma eleggendola come capitale? Quando Gesù disse la frase: “Su questa pietra costruirai la mia chiesa” specificò un luogo? E Pietro dopo aver gironzolato per il medioriente con sempre alle calcagna i romani pronti a fargli la pelle, perché scappando si rifugiò proprio a Roma (dove Nerone gli fece la pelle)? Era un problema politico o semplicemente un’attrazione fatale verso la città eterna? I vangeli e gl'atti degli apostoli non specificano nulla in merito e naturalmente non è un problema che si sono posti i credenti, certo è che la Chiesa Romana Cattolica, una volta legittimata con l'Editto di Milano, non si limitò a dirigere un culto ma creò, come detto, uno Stato, con l’accordo delle autorità imperiali, e si scagliò anche contro tutto ciò che aveva intorno e che poteva, anche solo lontanamente, nuocerle: prima le eresie, poi lo scisma dalla chiesa ortodossa, infine la perenne lotta contro Islam (le crociate cristiane, la guerra santa dell’islam).
Ecco quindi che Gesù in croce diviene "il crocifisso" ovvero il simbolo, di nuovo lui, di un modo di credere ed anche di un potere. L’uomo Gesù inchiodato alla croce, la sua presunta natura umana e divina, la sua agonia sono il simbolo della religione cattolica e del suo predominio sull’Europa iniziato e continuamente cresciuto dopo i fatti appena accennati.
Ora, dopo secoli, qualcuno intende chiamare tradizione la credenza religiosa derivata dai poco chiari fatti appena descritti. Evitando di affondare ulteriormente il dito nella piaga (mai metafora fu più azzeccata) atteniamoci alla linea etimologica fin qui tenuta cercando di chiarire cosa significa la parola tradizione, dato che il suo significato può essere vario, anche a seconda dei campi in cui lo si applica: la parola deriva dal latino traditiònem a sua volta derivante da tràdere = consegnare, trasmettere. Tradizione è ciò che noi riceviamo e trasmettiamo. Ma il termine tradizione è anche inteso come consuetudine ed anche se i due significati possono essere in relazione la loro fondamentale differenza sta nell'attivismo della trasmissione e nel passivismo di quest'ultima. Trasmettere infatti presuppone un'azione, il recepimento di qualcosa che a sua volta deve essere portato da un soggetto attivo verso un'altro soggetto affinché lo stesso lo recepisca ed effettui la stessa azione in processo che può durare all'infinito, fino a quando perlomeno in questo circolo virtuoso non si inserisce un soggetto passivo, ed il concetto di attivo poi è importante in quanto il soggetto che trasmette non è semplice trasportatore ma è implicato anche in un processo di azione diretta sul soggetto trasportato. La consuetudine invece è passiva, è l'accettazione e la messa in pratica di stilemi prestabiliti, non prevede attività di sorta se non quella del ricevere, acriticamente, e necessità di simboli che leghi i soggetti che praticano la consuetudine a coloro che ne decidono la sostanza.
Si potrà ben intuire come la Religione Cristiano Cattolica, come tutte le religioni del resto, sia un tipo di tradizione consuetudinaria, coloro che la praticano non devono ne pensare ne decidere a loro è solo richiesto di credere e quindi di ricevere. Resta solo da capire se in Europa esiste anche una tradizione che si rifà al significato primo della parola stessa, al concetto ciò di trasmissione attiva. Naturalmente c'è ed è ben più antica e profonda rispetto a qualsiasi religione moderna, diffusa in Europa o meno, ed è il razionalismo. Il razionalismo (dal termine latino ratio, "ragione") è una corrente filosofica basata sulla tesi che la ragione umana può in principio essere la fonte di ogni conoscenza (cit. wikipedia.it). La sua origine risale sin ai tempi dei filosofi ellenici: Talete di Mileto, ad esempio, studiò le proporzioni fra le grandezze geometriche ed astronomiche ed iniziò a portare questo modo razionale di pensare anche in campo filosofico (cit.: wikipedia.it). Ma anche Pitagora, sempre intorno al VI a.c. intuì che attraverso i numeri era possbile spiegare una moltitudine di cose.
Fu però con la scuola di Atene che il razionalismo prese la sua forma concreta. C'è un bellissimo affresco di Raffaello nei palazzi Vaticani, in esso è raffigurata una grande scena con all'interno molti filosofi e matematici: Eraclito, Euclide, Pitagora, etc; al centro Platone ed Aristotele.


"Platone, dipinto con le sembianze di Leonardo da Vinci, regge in mano la sua opera Timeo ed indica il cielo con un dito (indicando l'iperuranio, zona d'essere oltre il cielo dove risiedono le idee), mentre Aristotele regge l'Etica e rivolge il palmo della mano verso terra rivolgendosi al mondo terreno e alla volontà dell'uomo di studiare il mondo della natura e di essere in contatto con essa." (fonte wikipedia.it)
Platone ci parla dell'iperuranio, dell'irrazionale, della nascita del pensiero in un luogo lontano da noi e, forse, vicino ad un dio, Aristotele invece ci parla di razionalità, di scienza, della capacità infinita dell'intelletto umano.
Forse in quel momento storico, così ben riportato da Raffaello, nacque il Razionalismo che divenne a breve "tradizione" nel primo significato che abbiamo dato. I razionalisti infatti, durante tutti i secoli sino a noi, tramandarono le loro teorie, studiarono e svilupparono le loro capacità in centinaia di campi diversi, per la maggior parte molto utili all'uomo, dalla matematica alla medicina, dalla geometria all'arte, dalla biologia all'ingegneria meccanica ed elettronica.
Personalità che hanno dato un veemente sviluppo alla Storia dell'uomo si sono susseguite nei secoli da Aristotele in poi, i filosofi come Bacone, Hobbes, Leibniz, Spinoza, Montesquieu, Voltaire, Kant, scienziati ed artisti come Michelangelo, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Cartesio, Newton sino ad arrivare a Popper.
Questa è la vera tradizione Europea, ed è grazie a questi campioni della mente che, insieme a centinaia di altri che per motivi di spazio non posso enunciare, hanno posto i loro neuroni al servizio della conoscenza ed hanno tramandato la loro filosofia e le loro scoperte anche mettendo a repentaglio la loro vita (Galileo Galilei vi dice qualcosa?) se oggi noi europei, credenti o meno, ce ne andiamo in giro nella nostra bella macchinina con l'aria condizionata, se parliamo con un tizio dall'altra parte del mondo camminando per strada con un aggeggio in mano, se io seduto nel mio ufficio batto le dita su dei piccoli pezzetti di plastica appoggiati su un grande pezzetto di plastica a cui attaccato un filo che si attacca chissà dove e, come per incanto, le parole che ho in mente schizzano in tutto il mondo e chiunque ora può leggere, e scoprire, che sto parlando contro il crocifisso nelle scuole e che tutto questo lungo preambolo era funzionale al concetto espresso così all'improvviso.
Leggete bene, non contro il crocifisso, ma contro il crocifisso nelle scuole.
E se non vi è chiaro il perché ve lo paleso: come appena spiegato non è vero che la nostra tradizione Europea è cattolica ma bensì razionalistica e non vi è luogo più adatto alla consacrazione di essa se non proprio nella scuola dove vanno banditi tutti i simboli religiosi ed appesi alle pareti le gigantografie dei premi Nobel, la foto di squadra degli scienziati del Cern, degli scrittori, dei matematici e, visti i tempi, degli informatici che hanno cambiato la nostra era.
Tutto il resto è consuetudine, che non va studiata e quindi il suo luogo non è la scuola, ma assorbita da coloro che ne sento il bisogno, la necessità o che semplicemente lo credono giusto.

La Scuola è il luogo dove deve trionfare la ragione e non l'irrazionale.

martedì 17 novembre 2009

Il canto degli Italiani

La nostra bella Italia non si smentisce mai. Quando penso al mio paese lo faccio sempre con un misto di orgoglio e rabbia, certe volte vorrei andarmene per sempre, lasciarmi alle spalle tutto il male che attraversa lo stivale ma ho paura che, dopo poco, ne avrei una nostalgia mortale (dello stivale non del male). In fondo tutto ciò che mi sconforta è questo continuo senso di precarietà. Perchè "poche regole ma ferme" detto in Italia pare una bestemmia sul sagrato di San Pietro. Non abbiamo punti di riferimento e tutto ciò che è potrebbe non essere più e viceversa. Tutto è provvisorio e lo era perfino il nostro inno, divenuto ufficiale solo il 17 Novembre di quattro anni fa. Il "Canto degli Italiani" meglio noto come l'Inno di Mameli o Fratelli d'Italia (che è un pò come chiamare "Respiri piano per non far rumore" "Albachiara" di Vasco Rossi) fu scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847. E' un inno risorgimentale creato quando l'Italia era ancora divisa e vessata dall'impero austroungarico; può suonare retorico, bellicoso in alcune sue parti, poco adatto alla nuova condizione di Italia unita, che poi era il fine ultimo dello stesso, ma fu adottato il 12 Ottobre 1946 come inno del novello Stato Italiano ma provvisorio tant'è che nessun articolo della costituzione ne ha mai parlato, ed è rimasto tale sino al 2005.
Per più di cinquant'anni ci siamo presentati in giro per il mondo alle cerimonie, alle parate, alle partite delle nazionali, alle cermonie di consegna meglie olimpiche e non, con il nostro bell'inno, perchè chi lo definisce una fiacca marcetta è un idiota, che però non era mai stato ne ufficilizzato tanto meno legittimato. Si pensi che dal 1970 ogni esecuzione dell'inno nazionale dovrebbe essere accompagnata da quella dell'inno europeo, l'Inno alla gioia della Nona sinfonia di Beethoven, in carica ed ufficiale da anni, a differenza del nostro.
Forse questa fatto dice molto, molto più di quanto possiamo pensare, di come siamo noi Italiani, di come abbiamo fatto l'Italia e di come, forse, saremo. Belli ed incompleti, destinati a farci freagare sempre dal primo piazzista che passa per strada perchè incapaci di avere punti di riferimento anche solo minimi e di mera rappresentanza. Ed il "Canto degli Italiani", ora che è ufficiale da qualche anno, pare più un canto del cigno degli italiani e le sue parole così cariche di intenzioni, di carattere, di appartenenza suonano goffe e grottesche, buone giusto per uno spot.


Tomba di Goffredo Mameli presso Cimitero Comunale Monumentale Campo Verano - Roma

Fonti: wikipedia.it; www.quirinale.it

lunedì 26 ottobre 2009

Bersani il "nuovo" che avanza

Il Capitano Coraggioso Bersani, Dalemiano D.O.C., è il nuovo presidente del Pd.
Domanda: ma allearsi direttamente col PDL e piantarla con le manfrine?
Silvio accoglierebbe i figli di Occhetto a braccia aperte così potrebbe giustificare il 70% che spaccia (46% PDL e Lega più 36% PD ci sta dentro abbondante).
Vantaggi molti: posto assicurato in parlamento (non come quel coglione disokkupato di Bertinoti); niente figure di merda pre e post elettorali; zero sbatti per fare finta opposizione; troie, trans, coca e immunità assicurate.
Svantaggi pochi anzi uno: qualche italiano potrebbe prendersela male.
Niente paura: qualche monito, un paio di omicidi efferati, un pò di scontri allo stadio, tette, culi e tronisti a profusione dovrebbero bastare.
Se non basta c'è il Grande Fratello in partenza ed il prossimo Giugno ci sono i Mondiali di calcio. Entro Agosto 2010 gli Italiani non conosceranno più il significato politico della parola SINISTRA.

E adesso datemi del grillino, anarchico, antipolitico, retrogrado, populista e brigatista.

P38? Perchè no!

venerdì 7 agosto 2009

Auto blu mon amour

Mentre Maroni, il ministro condannato per resistenza a pubblico ufficiale (morsicò la gamba di un poliziotto), autorizza le ronde per strade più sicure, Calderoli, in balia del caldo d'agosto, versa in stato confusionale, Berlusconi inanella le solite figure di merda mondiali, la Carfagna, per non saper ne leggere ne scrivere, è già in vacanza ed il PIL crolla inesorabilmente alla faccia dei proclami, la notizia migliore della giornata è che L'Italia rafforza il suo record mondiale di auto blu: secondo i dati diffusi da Contribuenti.it nel nostro paese girano attualmente 624.330 unità, con una crescita del +2,7% negli ultimi sei mesi, quando la quota era ferma a 607.918 vetture a carico pubblico.

Ma per capire meglio la differenza tra noi e "gl'altri" diamo uno sguardo alla classifica mondiale di auto blu. Al primo posto naturlmente sta l'Italia poi vengono gli Stati Uniti che per estensione e popolazione sono cento volte l'Italia ed infatti ne hanno dieci volte meno, ovvero 72.000 (le hanno pure ridotte prima erano 75.000), terza la Francia con 63.000 (anche loro le hanno diminuite nel 2009 di 100 unità). Non c'è che dire oltre che primi senza eguali siamo anche in trend positivo, che culo!

Classifica parziale:
  1. Italia 624.330
  2. Stati Uniti 72.000
  3. Francia 63.000
  4. Regno Unito 56.000
  5. Germania 53.000
  6. Turchia 52.000
  7. Spagna 42.000
  8. Giappone 31.000
  9. Grecia 30.000
  10. Portogallo 22.000

martedì 14 luglio 2009

Castrazione chimica

Il Ministro della semplificazione Roberto Calderoli, in carica dal Maggio 2008, ha ben poco da fare come risulta dal sito internet del suo ministero: in un anno ha praticamene solo esposto il "Resoconto sommario Audizione del Ministro Roberto Calderoli presso la Commissione Parlamentare per la Semplificazione della Legislazione" dove essenzialmente, potete leggerlo anche voi, in una relazione "approfondita" (ma se si legge bene i lavori della commissione parlamentare durano in tutto 40 minuti, dalle 13 e 50 alle 14 e 40 quanto una puntata dei Simposon) dice di aver individuato molte leggi da eliminare. Bene ma a parte che ci ha messo più di un anno per fare di conto, col pallottoliere evidentemente, che le tagli ste leggi e non perda altro tempo! Ed invece di tempo ne perde eccome a parlare di tutto e di più come dimostra la rassegna stampa ed i comunicati del suo Ministero che utilizza come suo ufficio stampa personale per raccontarci quello che gli passa per la mente a proposito di fatti di cronaca nera e altro.
Ed è in questi giorni che per l'ennesima volta ha voluto, anche se non ne sentivamo il bisogno, specificarci che la sua soluzione (finale) per il problema degli stupri è la castrazione chimica.
Da dove derivi la sua particolare ossessione per la castrazione non si sa, forse dal suo passato di paramedico per i genitori dentisti e chirurgo maxillofacciale o forse da una sua ossessione che è meglio non approfondire, ma da come la sbandiera pare che l'unica strada possibile per curare un disturbo mentale sia tagliare le palle. Non so voi ma secondo me c'è qualcosa che non va. Certo sappiamo che la produzione di spermatozoi nei coglioni provoca un impulso a svuotarli (i coglioni) per far spazio ad altri (cosa che ha anche a che fare con la ripoduzione immaginerete bene). Che lo sfogo sia una sega piuttosto che una trombata la faccenda, in sintesi, cambia poco. Cambia molto, e questo è chiaro, quando l'impulso sessuale fa scattare una tara mentale, un disturbo che induce a imporre violenza su una altro individuo. Il Calderoli pensa che togliendo l'impulso il disturbo rimarrebbe negl'antri reconditi della mente malata. In pratica tagliare i coglioni (o renderli impotenti) farebbe diventare un'incallito stupratore un tranquillo cappone all'ingrasso. La proposta mi fa correre subito il pensiero alle bizzarre cure contro la dipendenza da internet del dottor Yang Shuyun, del Centro per la Cura della Dipendenza da Internet dell'ospedale psichiatrico di Linyi (Cina), il quale usava un mix di psicofarmaci ed electroshock per redimere gli internauti psicotici e compulsivi, che a sua volta richiama la cura Ludovico subita da Alex de Large in Arancia Meccanica. Il Ministero della salute cinese (fonte Reuters) ha bloccato le cure del Dottore per il fatto che non era provato che avessero realmente effetto ma la cosa che stupisce di più è la completa mancanza di studio degli aspetti psitici e sociali per la cura di malattie mentali e la completa sicurezza che un intervento di tipo meccanico possa curare i comportamenti psicotici delle persone. Proprio come pensa il Calderoli.
Nessuno studio causa effetto, nessuna propensione all'analisi, solo la mannaia del boia e via. Se gli uomini avessero pensato in questi termini saremmo ancora all'età della pietra.
A questo punto possiamo tranquillamente proporre:
  1. taglio delle mani per ladri di beni materiali, palpeggiatori, onanisti
  2. lobotomia per truffatori, raggiratori, colpevoli di reati finanziari e telematici
  3. accecamento per testimoni reticenti, omertosi, guardoni
  4. tappamento del buco del culo per gay e petomani
  5. taglio del pisello per i puttanieri
  6. divieto di entrata nei negozi di caramelle per i pedofili

domenica 12 luglio 2009

Il lungo addio

Ci lascerà così, con una scia di ballerine e mignotte, segretamente stimato dagl'uomini, segretamente ammirato dalle donne, irrevocabilmente stilicidizzato dalla morale cattolicocristiana che si deve forzatamente ostentare in Italia.
Non che ne sia dispiaciuto, certo, solo un pò commosso. Che brutta fine.
O, se lo vogliamo vedere da un punto di vista razionale, che bella fine.
Poteva andarsene perché prometteva ma non manteneva, ricordiamo la sua prima promessa non mantenuta: un milione di posti lavoro per lavoratori ancora in attesa adesso dopo quindici anni. Poteva andarsene perché a quindici anni dalla sua discesa in campo e dopo nove di governo non si è ancora capito che cosa ha fatto di buono (e nessuno sa spiegarlo). Poteva andarsene perché promuoveva leggi non nell'interesse nazionale ma nel suo e qui si evitano gli esempi perché si sprecano. Poteva andarsene perché ha sprecato il denaro pubblico in inutilità degne del miglior partito socialista bettiniano/italiano. Poteva andarsene perché con la sua immagine ci ha fatto sfigurare. Poteva andarsene perché ha amicizie "particolari" tipo mafiosi, magnaccia, corruttori, massoni. Poteva andarsene addirittura perché la sua idea politica non ha valore e la sua fama si basa solo sull'immagine cosa che sminuisce le idee di destra (ammetto che questo sarebbe potuto accadere solo se gli italiani fossero un popolo pensante). Poteva andarsene, qui si entra nella fantapolitica, perché la sinistra è un grande movimento che accomuna tutti gli italiani che, sotto l'egida di grandi uomini, governerà il nostro bel paese nel nome dello stato sociale e della cooperazione delle persone per decenni.
Poteva andarsene in uno di questi modi e sarebbe stato giusto. Mentre invece se ne va o se ne andrà perché è un libertino.
Qui, riagganciandomi a ciò che dicevo prima, potremmo divagare per ore cercando di capire se la sua fine sarà bella o brutta ma rischieremmo di perdere di vista il concetto principale ovvero che la sua fine è funzionale a ciò che avverrà dopo.
Molti, infatti, penseranno che l'attacco di Repubblica sia orchestrato dalla sinistra complottona. Ma analizzando bene i fatti la cosa è da escludere. La sinistra è a pezzi. La maggior parte di coloro che si credono di sinistra votano Pd, un partito che , nei fatti, assomiglia molto alla democrazia cristiana con l'unica differenza che l'aggettivo cristiano non compare nel logo e nel nomee che non ha un leader ed un programma in grado di convincere le persone dotate di raziocinio tanto quanto le persone non dotate di raziocinio (e questo è il suo grande difetto). Qualcuno, più nostalgico dello scudo crociato e dell'aggettivo "cristiano" di cui sopra, è confluito nell'Unione di centro. Qualche altro duro e puro ha scelto uno dei frammentari partitini caduti nel panorama politico italiano dallo sgretolamento del partito comunista prima, del PDS dopo e dei DS dopo ancora, giusto in tempo per esser spazzati sotto il tappeto come polvere qualsiasi. In pratica, con queste premesse, il famoso pericolo del comunismo, che pare abbia aleggiato sull'Italia per anni, stiamo sicuri che non si riproporrà (ma perché si è mai proposto?) per altri cinquant'anni altresì pensare che un partito di, diciamo così, "influenza" sinistrorsa possa prendere le redini del governo in questo momento pare ridicolo. Io credo che se oggi Berlusconi dovesse cadere, e si andasse a votare domani, l'unica cosa di cui possiamo stare certi è che la sinistra non vincerebbe.
Mi pare ovvio quindi escluderli dalla congiura per manifesta inferiorità.
I pericoli semmai Silvio li ha in casa, e chi saranno mai?
Un primo nome, il più improbabile, è quelle di Pierferdy: lui è pronto a scaldare di nuovo i motori della balena bianca e una discesa della china del capomastro del Pdl potrebbe spianargli la strada. Con un pò di pressing della chiesa cattolica, che in questi giorni non si è lasciata pregare a sparare a zero contro Berluska, trattato male come un comunista qualsiasi, potrebbe riacqisire gli antichi fasti e tra l'altro è passato un periodo di tempo sufficiente per poter riabilitare nomi e cognomi, che solo qualche hanno fa ci avrebbero fatto metter mano alla pistola, tipo Ciraco De Mita che Bossi chiama "De Mitra" (tanto per stare in tema).
Il secondo è il padre del "celodurismo", l'appena citato, Umberto Bossi da Cassago Magnago, quello che giura sulla costituzione italiana e sulla bandiera con la quale poi dice di pulircisi il culo. Le esagerazioni di Studio Aperto ed il clima di guerriglia urbana che ci fanno respirare i giornali gli hanno aperto le porte del paradiso, contornatosi di ignoranti che urlano e bestemmiano contro tutto ciò che è diverso dal modello di uomopadano (sposato con due figli, moglie a casa a fare la calza, gransgobbatore, ignorante, puttaniere, conto in banca, macchina tedesca, carta visa, tessera della lega e dell'esselunga, vacanze a ponte di legno, mamma nella casa di riposo) lui, che è intelligente, se la gode ed aspetta che il suo ostacolo alla presidenza dello stato della padania, che al tempo stesso è l'alleato che involontariamente gli ha fatto fare il salto di qualità, ovvero Silvio, si sotterri con le sue mani(e).
Il terzo, il più papabile, è lui il camaleontico Fini.
Iscrittosi a 16 anni alla Giovine Italia perché i comunisti non gli facevano vedere film di John Wayne "Berretti Verdi", passato al "Fronte della gioventù", delfino di Almirante, dapprima subentrato al suo "padrino" trasforma l'MSI, il partito nato dai reduci della Repubblica Sociale Italiana, in Alleanza Nazionale poi lo fa confluire nel partito di Berlusconi che per fargli un piacere decide di cambiargli nome da Forza Italia a Partito delle Libertà, per rendere più indolore il passaggio ai repubblichini più nostalgici. Pare ovvio che per come si era messa all'inizio per Fini, chiaramente assetato di potere, non c'era verso di ottenere qualsivoglia poltrona, nemmeno in tre vite con l'appellativo di neofascista stampato a chiare lettere sulla fronte, ed allora stato ben felice di rimangiarsi le parole pronunciate nel 1989 da segretario dell'MSI «Credo ancora nel fascismo, sì, ci credo» oppure «Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti», ben felice di sgretolare un partito, ben felice di infilarsi la papalina ebraica sulla testa e zappare un pò di terra in Israele dicendo convinto, tra lo schifo dei suoi militanti: «mai più in futuro sia riservato, anche ad un solo essere umano, ciò che il nazismo riservò all'intero popolo ebraico». Ben felice sì perché se il Berlusca ci lascia infangando se stesso ma non coloro che gli stanno intorno qualcuno di questi tre nomi gli subentrerà senza troppi scossoni, secondo me l'ultimo dei tre, il più camaleontico e quindi il più adatto alla politica italiana.

martedì 27 gennaio 2009

La Campania continua a Bruciare

Mesi fa, il 21 Maggio 2008, Silvio disse questo:


Poi, il 18 Luglio 2008, disse



Il TG 5 lecco subito il culo al padrone


Oggi, 26 Gennaio 2009, la Campania è ancora così:


Per approfondimenti www.laterradeifuochi.it.

lunedì 19 gennaio 2009

La nuova costituzione italiana

PRINCIPI FONDAMENTALI


art. 1

L’Italia è una gerontocrazia mediatica fondata sul lavoro degli altri.

La sovranità appartiene al Presidente del Consiglio che la esercita senza preoccuparsi dei limiti della Costituzione.

art. 2
(art. 3 Vecchia Costituzione)Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione e di opinioni politiche, ad eccezione del Presidente del Consiglio, del Presidente della Camera, del Presidente del Senato e del Presidente della Repubblica, che sono più uguali degli altri in virtù delle loro condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Tale compito non sussiste in caso di negri, rom, omosessuali, meridionali, extra-comunitari, trans e comunisti.

art. 3
(art. 4 Vecchia Costituzione)

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro precario e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.


art. 4
(art. 5 e 7 Vecchia Costituzione)

L’Italia è divisa in tre regioni: la Padania, lo Stato del Vaticano e il Regno di Cosa Nostra e Camorra.

Lo Stato dipende dalla Chiesa Cattolica: la rifornisce di denaro, non gli fa pagare le tasse e ne esegue gli ordini economici, politici e sociali.

Lo Stato e la Mafia sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

art. 5
(art. 9 Vecchia Costituzione)

L’Italia paralizza lo sviluppo della cultura e sopprime la ricerca scientifica.


art. 6
(art. 10 Vecchia Costituzione)

La condizione del cittadino straniero è regolata in conseguenza al colore della sue pelle, della sua religione e dei suoi usi e costumi.

I bambini romeni devono registrare le loro impronte digitali.
art. 7
(art. 11 Vecchia Costituzione)

L’Italia non ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ma promuove azioni militari con lo scopo di “portare la pace” nei Paesi in difficoltà e di difendere gli interessi economici delle lobby industriali più forti.


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DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

art. 8
(art. 21 Vecchia Costituzione)

Il Presidente del Consiglio è l’unico soggetto ad aver diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa può e deve essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

art. 9
(art. 25 Vecchia Costituzione)

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge, a meno che esso non sia una toga rossa. Chiunque ha la facoltà di non accettare il proprio giudice durante un porcesso a carico.

Solo il Presidente del Consiglio ha anche il diritto di depenalizzare i reati per i quali è accusato.

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RAPPORTI ETICO-SOCIALI

art. 10
(art. 29 Vecchia Costituzione)

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul tradimento.

La legge vieta il matrimonio tra i froci, in quanto cittadini inferiori e contro natura.

art. 11
(art. 34 Vecchia Costituzione)

La scuola è aperta a tutti.

Tutti, infatti, hanno diritto alla stessa educazione incompleta e fallace, impartita da insegnanti impreparati ed inesperti.

I capaci e i meritevoli devono emigrare all’estero per trovare una possibilità di lavoro.

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RAPPORTI ECONOMICI

art. 12
(art. 35 Vecchia Costituzione)

La Repubblica tutela il lavoro precario in tutte le sue forme ed applicazioni.

Le morti sul lavoro sono sempre e comunque colpa degli operai.

art. 13
(art. 36 Vecchia Costituzione)Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione inversamente proporzionale alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso appena sufficiente a pagare il mutuo della casa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dal datore di lavoro.

art. 14
(art. 39 Vecchia Costituzione)I sindacati possono stipulare contratti collettivi di lavoro a condizioni sempre più povere.

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RAPPORTI POLITICI

art. 15
(art. 35 Vecchia Costituzione)

La Repubblica tutela il lavoro precario in tutte le sue forme ed applicazioni.

Le morti sul lavoro sono sempre e comunque colpa degli operai.

art. 16
(art. 49 Vecchia Costituzione)

Tutti i cittadini possono associarsi liberamente per determinare la politica nazionale, tranne i noglobal. Gli scioperi sono puniti.

art. 17
(art. 53 Vecchia Costituzione)Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, fatta salva la possibilità per le aziende di falsare i bilanci e per coloro che hanno redditi superiori alla media di rifiutarsi di versare il dovuto.

art. 18
(art. 54 Vecchia Costituzione)Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi, ad esclusione del Presidente del Consiglio.

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IL PARLAMENTO

art. 19
(art. 56 Vecchia Costituzione)

La Camera dei deputati è eletta dai segretari di partito.

E' ammessa ed incoraggiata l'elezione di pregiudicati con sentenza passata in giudicato

art. 20
(art. 68 Vecchia Costituzione)

I membri del Parlamento sono al di sopra della legge.

Su di essi non possono essere effettuate intercettazioni, arresti, perquisizioni, processi o denunce. Al contrario, essi hanno diritto illimitato di offendere, delinquere e mentire.

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LA MAGISTRATURA

art. 21
(art. 101 Vecchia Costituzione)

La giustizia è amministrata in nome del Presidente del Consiglio.

I giudici sono soggetti soltanto al Presidente del Consiglio.

art. 22
(art. 104 Vecchia Costituzione)

La magistratura è un organo dipendente dalle decisioni del governo. Essa dipende esclusivamente dal Presidente del Consiglio, e rappresenta la metastasi della democrazia.

art. 23
(art. 107 Vecchia Costituzione)

I magistrati sono inamovibili, tranne nel momento in cui si avvicinano troppo a verità scomode che toccano politici di alto livello. In questi casi il loro trasferimento viene disposto personalmente dal Presidente del Consiglio o dal Minitro di Grazie e Giustizia, senza il loro consenso.

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NORME SULLA GIURISDIZIONE

Questa parte è stata eliminata dalla vecchia Costituzione in quanto ritenuta inutile.

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LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI

art. 24
(art. 101 Vecchia Costituzione)

La Padania è un ente autonomo con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla propria Costituzione.

Le organizzazioni criminali vengono considerate enti autonomi, partecipanti delle funzioni amministrative.

Milano è la capitale della Padania, Roma è la capitale dello Stato Vaticano, Napoli e Palermo, in coabitazione, del Regno di Mafia e Camorra.

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GARANZIE COSTITUZIONALI

art. 25
(art. 134 e 136 Vecchia Costituzione)

La Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi, previo consenso del Presidente del Consiglio.

Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge, il Presidente del Consiglio può decidere di sciogliere la Corte Cosituzionale.

art. 26
(art. 139 Vecchia Costituzione)

La forma repubblicana può essere oggetto di revisione costituzionale.

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DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

art. I
(art. XII Vecchia Costituzione)

È permessa e incoraggiata la riorganizzazione, sotto diverse forme, del disciolto partito fascista.

art. II
(art.XIV Vecchia Costituzione)

La P2 è conservata come ente governativo e funziona nei modi stabiliti dal Piano di Rinascita.

La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato, ad esclusione del Presidente del Consiglio.

Data a Roma, addì 22 Settembre 2008.

Liberamente tratto da Alessio in Asia

venerdì 7 novembre 2008

Io voglio


Forse è ora che gli Italiani incomincino a dire ciò che vogliono per il loro paese oltre a quello che non vogliono, come fanno nella stragrande maggioranza dei casi.

Ebbene, ecco quello che io voglio:

Il fondamento: voglio uno stato dove salute ed istruzione siano alla prima voce della spesa pubblica, uno stato che tuteli i lavoratori, sotto tutti i punti di vista, dato che, come dice la costituzione all'articolo 1, sono la base della Repubblica e con lavoratori intendo tanto i dipendenti quanto quelli in proprio, gli operai ed i colletti bianchi, i muratori e gli operatori dei call center, gli artigiani ed i promotori finanziari/assicurativi.

Economia: voglio uno Stato che tagli i fondi alle miriadi di associazioni inutili sparse per l'Italia, che tagli i fondi ai quotidiani, che tagli i fondi per le spese inutili del parlamento (auto blu, aerei, palazzi, lacchè, etc etc), che tagli i fondi alle associazioni dei consumatori (si devono autofinanaziare per avere senso), che tagli i fondi ai sindacati (si devono autofinanziare per avere senso), che venda a fondazioni il patrimonio italiano inutilizzato (case, palazzi, terreni in disuso in tutta Italia).

Politica energetica: voglio uno stato che tuteli i mercati di acqua, luce, gas. Voglio uno stato che attui piani strategici per il reperimento di energie alternative e che imposti una politica di riduzione netta dei consumi (iniziando col multare quei comuni che hanno già acceso le luminarie di Natale).

Politica dei trasporti: voglio uno stato che studi un piano ragionato dei trasporti, dividendo le aree del paese, studiando in loco le soluzioni e potenziando vie alternative (es. per andare da venezia a torino sostenere e potenziare il passaggio Brescia-Piacenza-Torino in modo da decongestionare il traffico di Milano) in quanto non è possibile che in aree economicamente strategiche merci e persone restino ferme in coda per ore, questo si traduce in scarsa, scarsissima produttività.

Politica sull'istruzione: garantita a tutti fino alla maturità. Abolizione del voto ed investimenti sulla qualità degli insegnanti (corsi di aggiornamento ed esami annuali). Il Preside deve ottenere più poteri in luogo di una maggiore responsabilità sulla qualità dell'insegnamento del suo corpo docente. L'obiettivo deve essere insegnare non giudicare. Abolizione dell'esame di maturità, inserimento di esami annuali o semestrali da effettuarsi all'esterno della scuola i risultati dei quali serviranno agli insegnanti per valutare il livello di apprendimento dei propri alunni.

Politica sociale: casa, lavoro ed assistenza agli anziani. Questo deve essere garantito a tutti subito (non è possibile che l'ultima politica sociale l'abbia fatta Mussolini).

Politica dei rifiuti: potenziamento della raccolta differenziata, introduzione della politica del riutilizzo, sgravi fiscali per le aziende che riducono la produzione di rifiuti (es: le ditte di detersivo saranno incentivate se propongono prodotti ricaricabili; supermercati che eliminano il banco frigo con plastica e polistirolo ed utilizzano solo la vendita del fresco). Campania: vanno cacciati i vari bassolini, va bonificata e va introdotta una politica dei rifiuti come sopra(camorra permettendo).

Politica delle telecomunicazioni: voglio uno stato che separi al rete dagli operatori che rivendono il servizio. La nuova rete in fibra su tutta Italia voglio che sia pensata dallo stato e costruita da società private, divise per distretti (prefissi e sottoprefissi)quindi moltissime, che verranno pagate acquisendo la proprietà della rete stessa in base ai lavori effettuati.

Politica sulla giustizia: voglio uno stato che pensi ad una riforma della giustizia per ottenere processi civili più rapidi, per ottenere sentenza chiare, che faccia scontare a tutti la pena prevista (assassini, stupratori, bancarottieri, truffatori, mafiosi, spacciatori, faccendieri e tutti i loro mandanti) senza mai perdere di vista la cognizione.

Politica sulla politica: eliminare il dualismo crescente, riportare il pluralismo. Cancellare la legge porcata. Cancellare la legge attuale del conflitto di interessi, imporre uno spazio politico uguale per tutti (da forza italia ai verdi, dal pd ad alternativa sociale) solo su reti statali da 6 mesi prima del voto sino al voto stesso. Divieto assoluto sulle altre televisioni o radio in quanto le poche emittenti nazionali non permettono una campagna equa. Libertà assoluta su internet dove tutti possono dire la loro, libertà vigilata sui giornali (controllo che gli spazi messi a disposizione con pubblicità ed articoli non superino certe percentuali stabilite in base alle preferenza della precedente votazione). Cancellare le leggi protezioniste nei confronti dei membri del governo o del parlamento.

Politica sull'immigrazione: aiutare, con ogni mezzo, l'inserimento di coloro che sono in Italia, stroncare il business dell'immigrazione (sgretolare le associazioni criminali che li traghettano, che gli danno una casa/baracca, che gli danno da lavorare in nero nella raccolta dei pomodori o nella vendita degli accendini/cd per due lire, che li sfruttano per la prostituzione o lo spaccio di droga).

Politica sulla droga: valutare gli effetti fisici delle sostanza psicoattive (dalla marijuana all'alcol, dalla cocaina agl'acidi) ed impostare le pene sulla base di ciò. Colpire lo spaccio e non il consumo. Depenalizzare l'utilizzo di sostanze che non hanno effetti fisici dannosi.

Politica estera: voglio uno stato che stringa alleanze con paesi virtuosi (Olanda, Danimarca, Svezia), che rifiuti la guerra per qualsiasi motivo, che si renda partecipe di iniziative quali l'abolizione della pena di morte, il sussidio non sussidio al terzo mondo (ovvero non dare soldi in cambio dì... che crea solo più danni), l'esportazione culturale dei diritti civili.

Ecco ciò che voglio per l'Italia. Tutti dovrebbero scrivere e diffondere la loro idea, sarebbe un paese migliore.

"Siate voi il cambiamento che volete nel mondo" Gandhi

venerdì 31 ottobre 2008

Il Senatore Francesco Cossiga va processato per le morti di Giorgiana Masi e Pierfrancesco Lorusso

Il 23 Ottobre 2008, lo sanno anche i muri in Italia, il senatore a vita Francesco Cossiga ha rilasciato un'intervista al Giorno/Resto della Nazione in cui dichiarava, tra le altre cose, in relazione all'attuale protesta studentesca:
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

ovvero
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

e non pago concludeva
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale.(...)»


Basterebbero queste parole, in un paese civile, per mandare a casa il senatore a vita Francesco Cossiga, Presidente della Repubblica Italiana dal 1985 al 1992 quando si dimise (il 28 Aprile, precisamente) due mesi prima della scadenza naturale del mandato. Dovrebbero bastare per mandarlo all'ospizio con la sua bella copertina e la sedia a dondolo aggiungendoci pure, nel caso ce fosse bisogno, che le sue, scellerate, parole, fuoriuscite dalla sua bocca senza che nessuno ne sentisse il bisogno, sono state un funesto presagio agli scontri di piazza di ieri che hanno così distolto l'attenzione dell'opinione pubblica sul senso vero della manifestazione, proprio come auspicava lui (toh!).
Ma questo è ancora poco rispetto a ciò che ha involontariamente ammesso in relazione agli episodi del 1977 quando un giovine Kossiga guidava le forze dell'ordine, in quanto Ministro degli interni, durante le manifestazioni studentesche. Sono gravissime le sue ammissioni se pensiamo che in quei giorni in cui, per sua stessa, palese ed inequivocabile ammissione lui stesso ha infiltrato agenti provocatori allo scopo di reprime nel sangue le proteste forte di un consenso popolare pecorone.
La gravità di ciò che afferma si misura nelle morti di quei giorni sciagurati, che lui sostiene essere base della democrazia: la morte di Pierfrancesco Lorusso (qui a destra), durante gli scontri di piazza e la morte di Giorgiana Masi (qui in basso a sinistra), colpita da un proiettile come la sua amica Elena Ascione, solo ferita a una gamba, ed il carabiniere Francesco Ruggero, solo ferito ad una mano.
Nel 1998 il senatore Cossiga incomincio già a rivelare qualcosa, arrivando a confermare che
"quel giorno ci possa essere stato un atto di strategia della tensione, un omicidio deliberato per far precipitare una situazione e determinare una soluzione involutiva dell'ordine democratico, quasi un tentativo di anticipare un risultato al quale per via completamente diversa si arrivò nel 1992-1993"
salvo poi dichiarare, dieci anni dopo, che quella strategia della tensione era opera sua, bullandosene ed oltretutto suggerendola a Berlusconi, al quale personalmente, visto il G8 ed i pestaggi dei pacifisti invece che dei devastatori, non va insegnato nulla.
Il caro, si fa per dire, Cossiga Francesco andrebbe processato in quanto responsabile primo, per sua stessa ammissione, delle morti sopraccitate ed interdetto da qualsiasi carica pubblica della Repubblica Democratica Italiana, se vogliamo ancora chiamarla così.
Niente carcere, ma un bell'ospizio privato (tanto di soldi ce ne ha e visto che ammicca al Berlusconi sarà sicuramente dalla parte dei tagli alla sanità) dal quale non dovrà uscire se non in orizzontale passando prima coi piedi e poi con la testa.

venerdì 17 ottobre 2008

Filippo Facci, un povero cretino

A seguito della condanna di primo grado inflitta a Marco Travaglio (ognuno pensi quel che gli pare) Filippo Facci (che potete ammirare qui alla vostra destra), uno che si spaccia per giornalista e che scrive per Berlusconi dalle pagine del Giornale, si è scatenato, si vede che non vedeva l'ora, pubblicando un articolo la cui povera idiozia sprizza da ogni parola, da ogni frase, da ogni periodo. Analizziamo le parole del povero Facci il quale, a differenza di altri, non si limita a riportare notizie ma vi costruisce sopra castelletti di sabbia che rimangono in piedi solo perché vengono pubblicati.
L'articolo inizia così:
Il presunto collega Marco Travaglio è stato condannato a 8 mesi di prigione e 100 euro di multa perché diffamò Cesare Previti, al quale andrà anche un risarcimento di 20mila euro che sarà probabilmente sborsato dall’Espresso. Il settimanale, infatti, il 3 ottobre 2002 ospitò un articolo diffamatorio sicché la direttrice Daniela Hamaui, a ruota, è stata condannata a 5 mesi e 75 euro che è una pena piuttosto elevata, se rapportata al di lei cosiddetto «omesso controllo». Ma siamo solo al primo grado, e la pena in ogni caso è stata sospesa per entrambi.

Fin qui è solo sarcastico, apostrofa subito Travaglio come un "presunto collega" ma non si capisce se lui si sente un vero giornalista e quindi reputa Travaglio non tale o se lui si sente qualcos'altro, magari un semplice portavoce, e quindi.... Poi continua:
La diffamazione è il reato a mezzo stampa per eccellenza, spesso fisiologico a chi scrive di cose giudiziarie: nel caso di Travaglio, tuttavia, la condanna lo trasforma in un classico bersaglio del suo stesso metodo.

ed incomincia già ad essere confuso, prima dice che gli argomenti di Travglio possono portare facilmente ad una denuncia per diffamazione (vero il 72% delle denuncie per diffamazione sono contro le testate giornalistiche), ma poi lo trafigge dicendogli che sono cazzi suoi, in pratica nel suo caso se l'è meritata (come se un ladro si meritasse la condanna solo perchè non ha a cuore i truffatori) ma va ulteriormente in confusione quando si spinge oltre e snocciola tutta una serie di dati senza senso
Il reato è del 2002, ma giudicato nel 2008, dunque è presumibile che andrà in prescrizione prima del giudicato; il reato, inoltre, ricade tra quelli coperti dall’indulto approvato nel 2006; il reato, infine, stando al suo gergo da film con Thomas Milian, trasforma Travaglio in un «pregiudicato» poiché in precedenza era stato condannato sì come diffamatore, ma solo in sede civile. Condannato, oltretutto, sempre per azione di Previti: nel 2000, per un suo articolo pubblicato sull’Indipendente nel 1995, il tribunale l’aveva già condannato al pagamento di 79 milioni che gli furono progressivamente decurtati dal reddito mensile.

... ma questo qui non ce l'ha il correttore di bozze? Posto che "pregiudicato" non è un termine da film di Thomas Milian ma giuridico, ma come si fa ad architettare un periodo così goffo, contraddittorio e sconclusionato. Non si capisce se Travaglio è stato condannato in questi giorni o tempo fa o mai parla infatti di "giudicato nel 2008" poi due parole avanti di "prescrizione prima del giudicato". Per fortuna noi lo sappiamo, Travaglio è stato condannato in primo grado per diffamazione e questo è il fatto, se verrà condannato anche in appello prima del 2010 (devono passare 7 anni e mezzo per la prescrizione del reato di diffamazione) la condanna sarà definitiva e passerà in giudicato (rimane solo la cassazione, per la quale non vale la prescrizione).
Ma Filippo il minus non pago continua e va avanti con le cifre:
Nel febbraio scorso, poi, nella sua Torino, Travaglio è stato condannato a risarcire Mediaset e Fedele Confalonieri per alcune ingiurie pubblicate sull’Unità del 16 luglio 2006; la notizia di questa condanna registrò tra l’altro un curioso episodio: un collaboratore dell’Espresso, Daniele Mastellarini, scrisse sul suo blog che «Travaglio, che è sempre molto preciso sulle condanne altrui, scrive che “dovrò pagare 10mila euro più le spese al dottor Fedele Confalonieri”, mentre in realtà sono 12.000 e dimentica la pubblicazione dell’estratto sul Corriere della Sera, che ha un costo non indifferente. Travaglio non riporta anche la condanna a risarcire Mediaset per 14.000 euro, e soprattutto non dice che davanti al giudice ha definito la propria rubrica “di carattere satirico”». Questo scrisse Mastellarini prima che il suo rapporto con l’Espresso, senza nessuna spiegazione, avesse a interrompersi. Altre querele, come una di Antonio Socci, Travaglio le ha scansate chiedendo pubblicamente scusa.

Filippo va bene, abbiamo capito, Travaglio viene spesso condannato perché dice cose che non stanno bene a Previti, a Dell'Utri ed al tuo padrone Silvio Berlusconi. Però se dici che "davanti al giudice ha definito la propria rubrica “di carattere satirico”»"... vuol dire che i processi sono stati celebrati e non si è fatto di tutto per evitarli, e lui si è presentato senza dare della toga blu a nessuno, senza scappare, senza proclami, senza fare la vittima, ha cercato di difendersi con le armi che la legge gli consente ed ha pagato fino in fondo le sue condanne, che, come dici tu, trattano solo di reati di diffamazione (qualcuno potrebbe anche dire di opinione) e non di mafia, corruzione, concussione, bancarotta, tangenti etc etc etc. Ma continuiamo nell'analisi dello scritto di Facci:
Ma torniamo a ciò che in una botta sola trasformerebbe Travaglio in pregiudicato o prescritto o indultato. L’articolo del 2002 era sottotitolato così: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia. Un uomo d’onore parla a un colonnello dei rapporti di Cosa Nostra e politica. E viene ucciso prima di pentirsi». E già qui il cosiddetto «sottinteso sapiente» pare chiaro. Lo sviluppo, poi, è ignobile: classico copia & incolla a tesi dove un pentito mafioso spiega che Forza Italia fu regista di varie stragi e fece un patto elettorale con Cosa Nostra.
Ecco! Giusto! Bravo! Torniamoci, caro Facci (ma perché prima parlava d'altro?) sul fatto che Travaglio potrebbe diventare un pregiudicato, ma perché usa il condizionale (trasformerebbe) adesso .... sembrava così sicuro qualche riga più su.... "trasforma Travaglio in un pregiudicato" scriveva... mah. Poi continua e prima si rende ridicolo denominando "sottinteso sapiente" la frase "...e viene ucciso prima di pentirsi", peccato che non c'è niente di sottinteso in una persona ammazzata, poi inciampa nell'italiano "classico copia & incolla a tesi dove un pentito mafioso spiega che Forza Italia fu regista di varie stragi"... mi spiace Facci ma questa frase merita la sottolineatura BLU. Ma Facci non si ferma ed in preda a se stesso dichiara:
Il pezzo di Travaglio farebbe schifo già così, ma la sua disonestà intellettuale deve ancora dare il meglio. Vediamo. Il pentito del caso, Luigi Ilardo, raccontò queste cose che finirono in un rapporto redatto nel 1993. Ma Ilardo venne freddato da due killer nel 1996, talché «quello che avrebbe potuto diventare un altro Buscetta non parlerà più. Una fuga di notizie, quasi certamente di provenienza “istituzionale”, ha avvertito Cosa Nostra del pericolo incombente». Chi ha raccolto le confidenze del pentito, si legge, è il colonnello dei carabinieri Michele Riccio, in seguito coinvolto in un processo su presunti blitz antidroga pilotati. Riccio, nel 2001, viene convocato nello studio del suo avvocato Carlo Taormina assieme a Marcello Dell’Utri e al tenente Carmelo Canale, entrambi imputati per concorso esterno in associazione mafiosa. Taormina negherà, ma secondo Riccio in quello studio si predisposero cose losche: aggiustare deposizioni, scagionare Dell’Utri, cose del genere. Poi l’infamia. Travaglio cita un verbale reso da Riccio, sempre nel 2001: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti». E praticamente finisce l’articolo: l’ombra di Previti si allunga dunque su traffici giudiziari, patti con Cosa Nostra, regie superiori e occulte.
Insomma Facci ma chi sono i buoni ed i cattivi? Qui abbiamo una persona, Ilardo, che pare che stia per pentirsi e con un "sottinteso sapiente" viene ammazzato in quanto la mafia, tramite vie istituzionali, lo viene a sapere... da chi? Ma da tale colonnello Riccio "in seguito coinvolto in un processo su presunti blitz antidroga pilotati....convocato nello studio del suo (!!!) avvocato Carlo Taormina assieme a Marcello Dell’Utri e al tenente Carmelo Canale, entrambi imputati per concorso esterno in associazione mafiosa.". Facci, Facci... ma mi faccia il piacere: ma dove sta l'infamia, la disonesta intellettuale, lo schifo? Nel fatto che Riccio parla con Taormina suo Avvocato, ripeto suo Avvocato, e Ilardi muore? Nel fatto che Taormina, dell'Utri e Previti si incontrino e siano tutti legati tanto a Forza Italia quanto ad ambienti mafiosi? Ah già, mi scusi, lo spiega subito dopo:
Il dettaglio, l’infamia, è che Travaglio non mette il seguito della frase. Eccola per intero: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri». Questo è il presunto collega che questa sera arringherà le folle ad Annozero. Questo è Travaglio.

Facci sei proprio un cretino, cosa cambia del succo dell'articolo? Il titolo era, giusto per rammentarlo: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia. Un uomo d’onore parla a un colonnello dei rapporti di Cosa Nostra e politica. E viene ucciso prima di pentirsi», il fatto che Previti se ne tiri fuori non cambia nulla. Se c'è un verbale che parla di questi incontri che schifo c'è a pubblicarlo sulla stampa? O è reato di infamia riportare i verbali delle indagini? Travaglio è stato condannato perché ha sottinteso che Previti, noto frequentatore dello studio di Taormina, fosse presente anche lui all'incontro in questione mentre invece, forse, non lo era... oppure era lì per caso e si è tappato le orecchie. Giusto condannare Travaglio? Forse sì, deve stare attento e fa parte del suo lavoro, lo ha scritto anche lo sgrammaticato Facci, ma non paragoniamo il suo errore ai reati di mafia, corruzione, bancarotta, etc etc. Facci stai bene dove sei, a fare il "giornalista" a IL Giornale, in questo mondo tra dieci anni varrai per quello che sei: niente.

mercoledì 8 ottobre 2008

Garntiamo per i nostri soldi

Ora io premetto, ma credo anche che sia evidente, non capisco un cazzo in generale (e sto bene io) e non capisco un cazzo di economia e finanza. Ma una cosa la capisco, fortunatamente, ovvero quando qualcuno sta puntando il mio buco del culo per infilarci una nerchia di proporzioni esagerate con effetti che difficilemente possono essere positivi.
C'è da dire che questa crisi finanziaria mondiale, di cui anche il post prima, non metterà a dura prova l'elasticità muscolare solo del mio sfintere, ma è logico immaginare che coinvolgerà, solo in Italia, gl'ani di milioni di persone.
Un piccolo esempio: noi, lo dicevo già nel post prima, siamo i garanti di tutto, da questa sera anche di noi stessi, difatti con un bel decreto legge questa sera la Repubblica Italiana si farà garante dei nostri conti correnti nel caso che le banche vadano in fumo. Può sembrare una cosa meravigliosa (come ci scrivono i signori della carta igenica stampata vedi il sole 24 ore, il corriere, il messaggero e la repubblica con un bel video con un santone dell'analisi economica) ma in realtà vi sono dei lati parecchio oscuri e soprattutto una realtà incontrastabile: l'Italia siamo noi, noi gente comune che paga le tasse, ed i soldi che ci garantiranno derivano ancora da noi stessi tramite le tasse (che no vogliamo pagare e per questo votiamo allegramente il Berlusca) finendo in un circolo vizioso/vicolo cieco che pian piano si trasformerà nella nerchia di cui prima che si infilerà etc etc.
In pratica ce li anticipano, non sappiamo bene come, per poi riprenderceli piano piano. E tutto questo lo fanno sembrare una cosa bellissima, che ci salverà la vita.
Ci dicono anche che tutti i paesi europei fanno la stessa cosa, bene, può anche darsi (voglio però capire in quali termini), ma io so che chi dovrà pagare per le sue malefatte in quei paesi pagherà, mentre da noi probabilmente chi dovrà pagare diventerà amministratore di una grande azienda, presidente di una banca o ministro di un governo.
Insomma la solfa non cambia, qui come al solito fanno i froci con il culo degl'altri, che è il nostro.

martedì 7 ottobre 2008

Effetto Lehman: paghiamo noi, come al solito.

Come al solito anche oggi sono riuscito ad incazzarmi. La giornata non è delle migliori, meteorolgicamente parlando, ma a parte quello tutto oggi era filato liscio, lavoro, casa, etc etc. Insomma non c'è nulla che mi faccia dire:"Dio come mi girano le palle". Almeno fino a due minuti fa quando ho letto questo articolo. dove si parla della canceliera "di ferro" Angela Merkel che ha messo a disposizione il conto in banca dei tedeschi per sanare i conti in rosso dei finanzieri, smentendosi tra l'altro nel giro di poche ore, alla maniera di qualcuno che conosco bene. E fin qui, non me ne può fregar de meno, Angelina culo grosso può usare tranquillamente i soldi dei suoi contribuenti per evitare di far finire sul lastrico i papponi teutonici del risparmio gestito ed il loro stuolo di sanguisughe, topi di fogna e iene della finanza creativa, profittatori senza arte ne parte parassiti dell'economia reale. Se non fosse che tra le righe dell'articolo si lascia trapelare che anche l'Italia, per ora solo a voce scrive lo pseudogiornalista (quindi vuol dire che è ufficiale), coprirà i conti in rosso dei finanzieri. Con i nostri soldi, ovviamente. Perché a volte ce lo dimentichiamo e ci lasciamo sopraffare dal menefreghismo e da quel vizio deleterio della delega incondizionata, ma l'Italia siamo noi. In pratica garantiamo, come si legge nell'articolo, un "assegno in bianco" a garanzia della perdite delle banche, per altro per errori loro e non nostri.
E qui mi fermo. Bestemmio, perché ci vuole, e penso: ma chi ha mai garantito per i risparmiatori quando questi si trovavano in difficoltà e, magari, non riuscivano a pagare la rata di un mutuo che serviva a loro, non per vivere da nababbi come i signori di cui sopra, ma semplicemente per sopravvivere decentemente? Nessuno.
Cioè, noi stessi, che siamo l'Italia garantiamo per i bancarottieri ma non garantiamo per la povera gente, noi stessi, che siamo l'Italia, garantiamo ai ricchi e neghiamo ai poveri. E le banche, che oramai, è assodato, sono associazioni a delinquere legalizzate, ringraziano. Fino a ieri se ne sono altamente infischiate ed hanno pignorarato beni alla povera gente perché non era riuscita a mantenere una promessa sio in fondo, senza possibilità di trattativa, senza la possibilità di dare spiegazioni, ed ora pretendono che gli si salvi il culo.

"INCULATEVI!" sarebbe l'unica risposta giusta. Fallite. Vendete le vostre Ville, le vostre auto di lusso, i vostri SUV di merda, le vostre piscine, i vostri appartamenti in centro, il vostro abbonamento in tribuna ed alla beauty farm, al golf club ed alla palestra, il vostro appartamento al mare, la barca, l'orologio della breil, le scarpe di prada, il vestito di d&g, lo smartphone ultima generazione, sono finiti gli aperitivi al lounge bar, le cene al ristorante in centro, il tavolo prenotato in disco con la bottiglia ed anche le piste di coca al cesso. Avete chiuso. Ora vi trovate un lavoro serio, all'interno dell'economia reale e smettete di vivere alle spalle degl'altri. Prendete un appartamento in affitto, comprate un utilitaria a rate, indossate jeans e maglione, compilate tanti bei curricula ed incominciate a fare la fila nelle agenzie di lavoro interinale. La sera, quando va bene, un paio di campari al bar, pizza con gli amici, magari cinema o anche disco ma facendo la fila ed evitando di prendere troppo da bere perché in disco costa tutto "una barca".

Invece no, invece gli manteniamo tutto. Dio come mi girano le palle.

lunedì 29 settembre 2008

Il povero Brunetta

Oddio oddio che putiferio, quante chiacchere per una vignetta. Che c'è non v'è piaciuta? Preferivate quelle sull'Islam, quelle che indossa Calderoli in piazza e per andare a letto? Libero parla di messaggio, che puzza di mafioso e di metodi anni settanta, è già a Feltri non piaciono i messaggi preferisce i fatti quelli che impediscono di avere un mercato del lavoro serio dove non si muoia come mosche per un tozzo di pane. Il giornale di Berlusconi "Il giornale" cita una dichiarazione di Gasparri "...non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta..." la cui credibilità sta tutta nelle sue dichiarazioni di ieri sera viste al TG2 dove diceva che il governo Berlusconi non racconta balle vedi l'Ici che non c'è più, vedi i rifiuti di Napoli, vedi Alitalia. Anche la finta testa imparziale denominata Corriere della sera si profonde in una serie smisurata di dichiarazioni contro la vignetta fino al patetismo quando sottolinea, tramite una dichiarazione, che il povero Brunetta vive sottoscorta da anni, ebbene al signor Brunetta bisognerebbe dire ciò che il suo lacchè Fede ha detto a Saviano:"Renà sarà anche sotto scorta però prende dei bei soldini!". Repubblica senza troppa convinzione mette almeno le dichiarazioni di Staino ma non si sogna minimamente di approfondire i temi della vignetta stessa.

Insomma sono tutti preoccupatissimi che il povero Brunetta faccia vermente (ma quando mai) una brutta fine e nessuno gliene frega nulla dei temi del precariato. Mi par poi di ricordare ancora quando Padoa Schioppa disse la cagata massima dando dei "bamboccioni" a coloro che vivevano ancora in casa coi genitori, non dimentico che tutti se la presero male ed i politicanti di destra tutti grufolarono a gran voce (ed a ragione per carità) e quelli di sinistra si ammutolirono. Ora Brunetta, il povero Brunetta, passa come la vittima.

Se fossi nel direttore dell'Unità incomincerei ad imparare da Berlusconi, dichiareri semplicemente:"non è mai stata pubblicata nessuna vignetta contro Brunetta, anzi non è mai stata pubblicata nessuna vignetta con disegnato un ragazzo con in mano una pistola che parla di Brunetta e ne approfitto per chiedervi di smetterla di attribuire certi articoli, certe vignette, certe rubriche etc etc al mio giornale."

martedì 9 settembre 2008

I profitti ai privati, le spese allo stato


Una storia vecchia come l'Italia, non come il mondo, perché nel mondo la gente si incazza se viene presa per il culo, in Italia no, noi Italiani no, non ci incazziamo.
E' stato fatto con la Fiat, lo stanno facendo con Aliatlia, lo fanno da sempre nel calcio. Le spese se le accolla lo stato, gli utili se li dividono i privati, pochi soliti noti per altro.
La Fiat, ad esempio, nata nel 1899 per volere di una decina tra aristocratici, possidenti, imprenditori e professionisti torinesi tra cui Giovanni Agnelli che di lì a poco assumerà quasi totalmente la proprietà, facilmente visti gli inizi stentati caratterizzati da continue ricapitalizzazione, e poi diventerà Senatore durante il Fascismo restando alla presidenza dell'azienda sin nel secondo dopoguerra, ha iniziato sin da subito a ricevere aiuti dallo stato, perfino il Duce, nonostante le sparate contro i grandi gruppi, erogò aiuti economici ma anche Giolitti prima e le sante alleanze DC-PSI dopo. D'obbligo citare il calcio nei maroni che rifilò Prodi allo Stato Italiano (ovvero noi Italiani) quando da presidente dell'Iri cedette l’Alfa Romeo alla Fiat nonostante esistesse una migliore offerta dell’americana Ford, una perdita secca per le casse dello Stato (ovvero per le tasche di noi Italiani), un enorme “favore” fatto agli Agnelli che rimasero con la loro fabbrica di automobili l’unico “competitore” in Italia. Ma non si può dimenticare nemmeno che anche nel 2005, sotto il governo Berlusconi, noi Italiani fummo molto generosi con la casa reale sabauda degli Agnelli, salvando la Fiat dall'ennesimo tracollo. A quel tempo addirittura la "Famiglia" ed i suoi accoliti (il Presidente Montezzemolo, l'amministratore delegato Marchionne) non si scomposero nemmeno più di tanto a chidere la carità, in vece loro si mossero un po' tutti il sindacato, Fiom in testa, gli amministratori locali, sindaci e presidenti di regione, i giornali di sinistra, “il manifesto” in testa, probabilmente persino le banche, esposte con enormi crediti, ed i politici tutti, addirittura il forzista Ghigo, ex presidente della Regione Piemonte, ed il sindaco DS Chiamparino, con il beneplacito del sindacato Fismic, crearono un fondo di credito per sostenere ed entrare nel capitale delle imprese dell’indotto auto, persino Maroni, ministro leghista, ricordiamo che il suo partito aveva sempre sventolato (e sventola tutt'ora) la sua contrarietà alla parola "aiuti", si accorse che dietro la Fiat ci sono migliaia, non di operai, ma di piccoli e medi industriali del Nord, fornitori di ricambi e pezzi che poi vengono assemblati in Fiat e si fece più mansueto. Con quei soldi il buon Marchionne, da tutti indicato come il salvatore della Fiat, mandò a casa un po' di gente, sposto ulteriormente la produzione all'estero, investì nel marketing e nella pubblicità, e fece salire le vendite. Ovvero coi nostri soldi, i soldi degli italiani, ha mandato a spasso altri italiani discoccupandoli, ha girato i nostri soldi alle televisioni ed adesso, che le cose vanno bene, passa alla cassa, si mette un po' di soldi in tasca, la maggior parte li gira proprietari e "non ci fa nemmeno il piacere di menarcelo per ringraziarci"(citazione da Full Metal Jacket).
Il calcio è un'altro bell'esempio di come privati alimentino le loro entrate coi soldi dello stato ovvero i nostri "dànei".
Capita infatti che un business completamente privato come il calcio, utilizzi strumenti pubblici per gestire i suoi clienti.
I poliziotti, pagati da noi, vanno allo stadio per essere riempiti di insulti e per essere lanciati alla carica spesso a caso, mostrando più bestialità che buon senso, vedi la storia di Paolo (tifoso del Brescia mandato in come per due anni dalla celere e di cui i mezzi di comunicazione si guardano ben dal parlarne). Vengono pagati da noi per gestire la sicurezza di manifestazioni private, come se le discoteche invece che avere dei buttafuori schierassero la celere per mantenere l'ordine e sedare le risse. In pratica i soldi degli incassi, delle pubblicità e dei diritti televisivi li incassano i vari morattiberlusconicairosensilotito etc etc, i soldi per mantenere tranquillo o quasi i loro affari ce li mettiamo noi.
Ed ora ci mancava solo Alitalia da mantenere.
Io mi chiedo: ma com'è che in un paese che anela al laissez-faire più sfrenato, stando a quanto risulta dalle elezioni in cui il 60% degli italiani (votanti) ha scelto Berlusconi o un suo alleato, poco cambia, il quale si dichiara (non lo è ma questo è un altro discorso) il paladino del liberismo contro il pericolo delle sinistre bolsceviche, un paese in cui nessuno vuole più pagare le tasse, "che si inculino i servizi i soldi sono miei e me li spendo come voglio io" si pensa a salvare una azienda privata, di proprietà per il 49,90% della Repubblica Italiana, per il 2,370% di TT International e per il restante 47,73% di un azionariato diffuso fatto di speculatori e non che "giocano" alla Borsa di Milano. A breve il tutto sarà venduto a privati, come ben sappiamo, non prima di mettere mano al denaro statale italiano ovvero il nostro copioso portafoglio, alla faccia del liberismo, salvando con metodi non propri del libero mercato, un azienda che avrebbe già dovuto fallire anni fa, con buona pace dei suoi dipendenti, per i quali mi dispiace veramente tanto ma a cui faccio notare che se non fossero dipendenti di Aliatlia ma di una società qualsiasi in fallimento, come ne esistono a migliaia in Italia e per cui non si da pena nessuno, sarebbero già a casa da un pezzo, anzi, avrebbero già trovato un altro lavoro, la loro unica salvezza sono, infatti, gli interessi economici di pochi perché se fosse solo per loro Aliatlia sarebbe già strafallita.

Purtroppo la faccenda va così ed in Italia nessuno si incazza, tutti lo sappiamo ma non si fa nulla. Politiklandia continua a blaterare dalle tivvù con il beneplacito dei giornalettisti, i pecoroni/somaroni li seguono e noi, io, siamo le pecore belano di rabbia. Che tristezza.

giovedì 21 agosto 2008

Toghe rosse

Per non dimenticare che ci raccontano solo balle.

Clementina Forleo
: indagava su D’Alema, il fascista rosso, Fassino e Latorre tutti esponenti del Pd per la vicenda Antonveneta/Unipol. Sollevata dalle indagini è stata trasferita a Cremona.

Luigi de Magistris: durante l’inchiesta Why not ha indagato Clemente Mastella ai tempi Ministro del governo Prodi. E' stato sollevato dalle indagini e trasferito.

La Procura della Repubblica di Pescara: ha inquisito Ottaviano Del Turco presidente della regione Abruzzo, affiliato al PD, con l'accusa di associazione per delinquere, truffa, corruzione e concussione.

I giudici che hanno assolto 45 tra poliziotti e personale carcerario (condannandone, ad onor del vero 15, con pene leggere) della caserma Bolzaneto, dove furono macellati attivisti pacifisti, ovviamente comunisti, invece che i responsabili dei disordini e degli atti di vandalismo durante il G8 di Genova.

Ma quali toghe rosse, faccia da pirla.

giovedì 8 maggio 2008

Mara Carfagna alle pari opportunità: applausi a scena aperta.

Applausi a scena aperta per la squadra di Berlusconi!

Mille sono i motivi per alzarsi in piedi e dedicare una standing ovation al cavaliere: per l'avvocato Angelino Alfano (ex democristiano) alla giustizia (senza ironia, sicuramente meglio di Mastella), per l'avvocato Ignazio Benito Maria La Russa alla difesa un nome un programma, per Bondi Sandro, scrittore de "Una storia italiana" libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi (regalato a tutti noi tramite posta), ai Beni culturali, per Maroni Roberto agli interni condannato per resistenza a pubblico ufficiale, chissa se c'è ancora quel pubblico ufficiale, pensate che ricorso storico, per Tremonti Giulio (il mio preferito) all 'Economia che nel '91 al Corriere della Sera dice « In Sud america il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima delle elezioni, ma mutando i fattori il prodotto non cambia: il condono è comunque una forma di prelievo fuorilegge » (dal Corriere della Sera, 25 settembre 1991) poi ne vara svariati (di condoni, ovvio). Dicevo che sono mille i motivi per alzarsi in piedi ed applaudire ma ce n'è uno che li vale tutti: Mara Carfagna alle pari opportunità, un colpo di genio. La parlamentare velina con la sua pluriennale esperienza di valletta al fianco di eroi della televisione quali Mengacci Davide (La domenica del villaggio), Magalli Giancarlo (Piazza Grande), con l'esperienza fondamentale maturata in trasmissioni quali Domenica in, I cervelloni e Vota la voce, darà sicuramente un messaggio chiaro alle donne: care amiche le vostre pari opportunità sono queste, o la date o almeno la fate vedere.