lunedì 26 ottobre 2009

Bersani il "nuovo" che avanza

Il Capitano Coraggioso Bersani, Dalemiano D.O.C., è il nuovo presidente del Pd.
Domanda: ma allearsi direttamente col PDL e piantarla con le manfrine?
Silvio accoglierebbe i figli di Occhetto a braccia aperte così potrebbe giustificare il 70% che spaccia (46% PDL e Lega più 36% PD ci sta dentro abbondante).
Vantaggi molti: posto assicurato in parlamento (non come quel coglione disokkupato di Bertinoti); niente figure di merda pre e post elettorali; zero sbatti per fare finta opposizione; troie, trans, coca e immunità assicurate.
Svantaggi pochi anzi uno: qualche italiano potrebbe prendersela male.
Niente paura: qualche monito, un paio di omicidi efferati, un pò di scontri allo stadio, tette, culi e tronisti a profusione dovrebbero bastare.
Se non basta c'è il Grande Fratello in partenza ed il prossimo Giugno ci sono i Mondiali di calcio. Entro Agosto 2010 gli Italiani non conosceranno più il significato politico della parola SINISTRA.

E adesso datemi del grillino, anarchico, antipolitico, retrogrado, populista e brigatista.

P38? Perchè no!

sabato 17 ottobre 2009

E' arrivato il generale inverno

Finalmente l'inverno, non ce la si faceva più.

Basta con la gente che gira in ciabatte, basta con le minigonne delle ragazze che non te la danno, basta le ascelle pezzate, l'umidità, le mosche e le zanzare, basta con le famiglie a passeggio la sera, le partite dopo le tre del pomeriggio, il caldo infernale della macchina parcheggiata al sole, basta basta basta, non se ne può più è durato troppo.

Benvenuto Inverno, benvenuto cappotto, benvenuti salame e marubini, benvenuta ora legale, benvenuto camino acceso, benvenuta nebbia che tieni lontano dai locali e dalle strade notturne le famiglie ed i nerds/fighetti, benvenute partite appena dopo mangiato, benvenuti polenta e cinghiale e grazie di essere tornati.

giovedì 15 ottobre 2009

Silvio candidato al premio Nobel per la pcae 2010

Vedere per credere!
http://silvioperilnobel.sitonline.it/



ps: ho le lacrime dal ridere, ma come farei senza di lui...
ps2: il Dalai Lama candidato al telegatto

martedì 13 ottobre 2009

Rassegna stampa: Martedì 13 Ottobre 2009

Il giorno di ordinaria schizzofrenia mondiale mediatica, a cui siamo oramai abituati, è cominciato da poco ma le notizie già rimbalzano dappertutto: bit, fogli di giornale, onde si muovono vorticando, la danza della notizia è cominciata.

La Babele di notizie è lo specchio fedele di un mondo allucinato. Prima reasegna stampa di Campari e Nebbia

Martedì 13 Ottobre 2009

Notizie dall'Italia
La notizia da prima pagina di oggi è che il libico che voleva far saltare la caserma di Milano "Santa Barbara" (mai nome fu più azzeccato) aveva cento kili di esplosivo in salotto, al posto della credenza, ma poi leggiamo bene e scopriamo che è nitrato di ammonio, una sostanza usata come feritilizzante, come ghiccio istantaneo (a contatto con l'acqua) e, in alcuni casi come questo, come esplosivo. Sono finiti i tempi della nitroglicerina ora per far saltare in aria chi ci sta sulle balle basta che andiamo dal contadino o dal massaggiatore, con buona pace dei produttori di armi. Sia chiaro il risultato non è sempre assicurato ma vuoi mettere la convenienza?
Ma la vera notizia di giornata in Italia è l'arresto a Taranto di un barista veneto autoproclamatosi "Governatore della Banca Padana". Questo genio, nessuna ironia, aveva introdotto come moneta unica nel suo Bar la LIRA PADANA da lui stampata, essendo Governatore. Rimane solo il dubbio di come se la cavasse col cambio, forse è per quello che l'anno beccato. Una caduta di stile il suo arresto alla stazione di Taranto, l'avrei visto meglio in qualche terra celtica mentre, accerchiato dai polizziotti dell'interpool, vestito come Braveheart roteava la spada urlando:"metterete in prigione me ma non la libertà" o frasi insurrezionalpadane simili.
Per il resto vi sono le solite quisquiglie: Il governatore della Banca d'Italia Draghi che ci dice che per avere "prestazioni di livello adeguato" ovvero nonsisachecosa dobbiamo lavorare più a lungo e andare in pensione chissà quando, poi ci sono i soliti deliri del centro destra e le solite baruffe del centrosinistra, tristi notizie stantie.

Notizie dall'Europa
I vanagloriosi figli della perfida Albione, da cui il Duce percepiva cento sterline mese per far casino in Italia alla maniera dei centri sociali dei giorni nostri, si è scoperto che in gran segreto vengono ad abitare sul continente e tutto per una scarsa qualità della vita. Che delusione, dov'è finito l'orgoglio all'ingelse, ci manca solo che vengano a suonarmi alla porta chiedendomi del lavoro. Ma gli spagnoli fanno meglio, si lamentano di noi. Si sono sempre bullati della fiesta della loro movida e adesso se la prendono per qualche ubriaco che canta e qualche incontinente che piscia per strada. I tedeschi invece paiono colti da una crisi esistenziale loro così severi, così precisi, così, in una sola parola, tedeschi si lasciano andare a pericolose proteste e rinverdiscono i fasti del terzo reich con performance artistiche in sala Disney. E' il segnale che qualcosa sta cambiando. Il Belgio infine si dimostra un ricettacolo di perversioni ed insane tendenze, una donna belga che ha dichiarato di vivere con un maiale e non sto intendendo un vecchio porco ma un suino vero e proprio. I vicini, quei borghesi, non vogliono ma lei non ci sta e dichiara battaglia. Azz.

Notizie dal Mondo
Obama attapirato perchè hanno scoperto che ha inviato 13000 soldati in Afghanistan appena dopo essere stato insignito del premio Nobel per la PACE se la prende con Merdoch, pardòn, Mardock (Berlusconi docet). La Cina bacchetta Obama con la miglior battuta del mese e nel frattempo scopre i piaceri della prostituzione, messa in piega con pettinatura a schiaffo e sufflone reale. Però. Premio pirla della giornata al gommista Cambogiano che ha gonfiato il figlio per scherzo, le autorità non interverranno contro l'autore dello scellerato gesto, pare infatti che in Cambogia non esista una legge contro la stupidità e, per quel che ne so, nemmeno da noi.

martedì 6 ottobre 2009

Niente più libertà di stampa



"Ognuno è fabbro delle sue sconfitte ognuno merita il suo destino"
F. De Gregori

venerdì 25 settembre 2009

Nucleare

Per parlare, male, del nucleare voglio raccontare una storia molto conosciuta, non nei minimi particolari purtroppo, avvenuta 23 anni fa esattamente il 26 aprile 1986 nell’Ucraina settentrionale e nello specifico in una località che sarebbe divenuta, dai giorni del racconto in poi, nota in tutto il mondo, tristemente nota perché quella località era Cernobyl.
A Cernobyl quel 26 aprile era passata la mezzanotte da poco più di un’ora e si può immaginare che fosse una notte tranquilla, senza vento, buia, senza rumori. Solo i macchinari del della centrale nucleare V.I. Lenin funzionavano con ritmo maniacale producendo energia per soddisfare le esigenze delle Repubbliche dell’Unione Sovietica. In particolare vi era un certo fermento, di uomini e macchinari, presso il reattore 4. Era in corso un test di sicurezza.
Dormivano tranquilli, quella notte, gli abitanti di Cerbnobyl e dintorni, circa trecentomila, con la sicurezza e la tranquillità fatalistica di chi non ha nulla da perdere. Non era una zona ricca quella, era terra di minatori, operai e contadini, gente abituata a lavorare duro per un pezzo di pane e dormire sodo la notte, magari con l’aiuto di qualche goccio di vodka per riscaldare le vene raggrinzite dal freddo persistente.
Nessuno di loro, alle ore una e ventidue del 26 Aprile 1986 , sognava o immaginava che la sua vita sarebbe cambiata radicalmente, che sarebbe divenuto tristemente famoso, che il suo corpo sarebbe stato corrotto e con lui quello dei suoi futuri figli, che la sua terra sarebbe stata violentata, che il suo futuro sarebbe stato avvelenato. Dormivano tranquilli, era da poco passata la mezzanotte ed era appena iniziato, a Cernobyl, quello che sarebbe stato il giorno più lungo della città.
Il momento in cui il disco di copertura, dal peso di oltre duemila tonnellate, del reattore 4, quello dove si stava effettuando un test di sicurezza, volo via come un frisby segnò il punto di non ritorno, erano le ore una e ventitre. Il boato dovette essere terrificante, chi l’ha udito non lo può certo descrivere, e l’aria si fece subito incandescente. La discesa della china per gl’abitanti dei dintorni era iniziata.
Morirono subito due operai della centrale, coinvolti e travolti, dalle reazioni chimiche a catena che si susseguirono partendo dal surriscaldamento del nocciolo, che a sua volta surriscaldò l’acqua dell’impianto di raffreddamento portandola a temperature elevatissime che spinsero la pressione di vapore a livello esplosivo, poi si innescarono reazioni fra le sostanze chimiche contenute (acqua e metalli), inclusa la scissione dell'acqua in ossigeno e idrogeno per effetto delle temperature raggiunte, il tutto contribuì a sviluppare grandi volumi di gas. Ovviamente il primo bilancio, visto ciò che era accaduto, fu decisamente buono, pur con tutto il rispetto per le due vite umane, ma purtroppo la faccenda non finì lì. La squadra di soccorso, capitanata dal tenente Vladimir Pravik, si portò subito sul luogo del disastro, con il comando di spegnere un incendio causato da un corto circuito. Nessuno li aveva informati della tossicità dei fumi e del materiale caduto dopo l'esplosione nell'area circostante la centrale. Pravik ed i suoi ragazzi lavorarono sodo tutta la notte e già alle 5:00 del mattino, meno di quattro ore dopo la fusione del nocciolo, alcuni incendi sul tetto e attorno all'area erano stati estinti. Pravik morì il 9 maggio 1986, 13 giorni dopo l'esplosione e così morirono tutti gl’altri vigili del fuoco in azione la mattina del 26 aprile 1986.
Nessuno però nel mondo seppe nulla per tutta giornata del 26, mentre elicotteri russi, di gran carriera, scaricavano materiali inerti per cercare di spegnere la palla di fuoco del nocciolo che ardeva al centro del disastro. Solo la mattina del 27 aprile, per un fortuito caso, successe che in una centrale nucleare, a Forsmark in Svezia, scattò l'allarme ai rivelatori di radioattività. Subito gli scandinavi , visto l'elevato livello dei dati, supposero, preoccupati, che vi fosse una falla all'interno della centrale ma i risultati furono negativi. Fu allora che cominciarono a cercare altrove la fonte delle radiazioni e giunsero così fino in Unione Sovietica. Dapprima il governo sovietico sminuì la cosa ma ormai gli svedesi, con i loro controlli, avevano messo al corrente l'Europa intera che un grave incidente era occorso in una centrale sovietica. Il mondo intero cominciò a fare pressione e finalmente rilasciarono le prime scarne dichiarazioni sull'incidente che fecero il giro del mondo, raggelandolo. Da quei giorni e negl’anni a venire sessant’otto persone, compresa la prima squadra di soccorritori, morirono per causa diretta delle radiazioni, in maniera lenta ed implacabile, a volte soffrendo dolori lancinanti e perdendo a poco a poco capelli, unghie, vista, udito, fertilità. Ma non solo. Tutta la zona, comprendente un bacino di sei milioni di persone, fu nei mesi a seguire sottoposta a regime di sorveglianza sanitaria dall’Organizzazione Mondiale della sanità e dai Ministeri della Sanità di Ucraina, Bielorussia e Russia. Ciò servì a monitorare ed arginare gli effetti devastanti delle radiazioni ma si stima che possano essere duecentomila i morti per tumori e leucemie direttamente collegati a quello che venne chiamato il “Disastro di Cernobyl” legando indissolubilmente il nome della città al concetto di rovina.
Di quei giorni ho vaghi ricordi: il televisore con l’immagine della nube nera che si spostava minacciosa verso l’Europa, i vademecum sui giornali (lavare molto la verdura, non bere latte), l’apprensione crescente e palpabile nei discorsi delle persone. L’Italia, ovviamente, reagì nel modo migliore che conosce: d’istinto ed in maniera scomposta. Nel giro di un anno fu imbastito un referendum, gli unici in tutta Europa, con una velocità burocratica mai vista nell’italico stivale, nemmeno ai tempi del duce. Peccato che agli italiani non fu chiesto ciò che ci si aspettava ovvero: i tre quesiti del referendum parlavano solo di abrogare interventi statali e contributi per costruzioni di centrali e di negare la possibilità, all’Enel, di partecipare alla costruzione di centrali nucleari, all’estero però. Nessuno chiese la chiusura delle centrali attive ne tantomeno di negare autorizzazioni per la costruzioni di centrali future. Era poco ma bastava per scongiurare il proliferare del nucleare in Italia, senza i soldi degli italiani nessuno si sarebbe arrischiato a creare una centrale, anche se tutti dicevano e dicono tutt’ora che sia l’unico modo per creare l’energia che ci serve.
Ora il racconto di ciò che successe a Cernobyl non ci serve a nulla visto che il nucleare è tornato di moda in Italia alla faccia di quel 60 e passa per cento degli italiani che votarono contro il nucleare e non a favore di quei tre quesiti sciacquati da qualsiasi potere impeditivo. Certo sappiamo che le centrali moderne sono più sicure della vecchia Centrale V.I. Lenin e sappiamo che l’energia nucleare ha un alta produttività rispetto alle energie cosiddette “pulite” ma tutto ciò non dovrebbe bastare. La storia ce l’ha insegnato, basta un piccolo errore umano e la conseguenza è la catastrofe. Una catastrofe che non può essere giustificata da alcuna produttività.

giovedì 24 settembre 2009